Cronaca

L’Arena smaschera Como: senza grandi eventi si dorme

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Il dibattito sul turismo
Gaddi: «Il capoluogo manca di vitalità, per assurdo Cantù è molto più dinamica»

Una città bella. Ma riluttante all’accoglienza. Che, suo malgrado, ora si trova a fare i conti con il proprio destino.
È la Como del 2013. In archivio va il bel ritratto di una città accogliente, dinamica, capace di proporre eventi magici come i “Carmina Burana” nella cornice dell’Arena del Sociale, spazio che dopo tanti, troppi anni è tornato alle sue originarie funzioni culturali.
E lo sarà fino al 14 luglio con il “Festival Como Città della Musica” e dal 15 luglio con

il “Lake Como Film Festival”: note e cinema a braccetto per riaccendere una città sorniona. Ma c’è anche il resto dell’anno da illuminare. E qui la questione si fa più complessa e spinosa.
«Con il doppio evento all’Arena il Sociale ha dimostrato un bel gioco di squadra, complimenti – dice Daniele Brunati, patron del Consorzio Como Turistica – Il nostro maggior teatro ha saputo articolare una proposta importante e trasversale. Questo fa apparire la città non più “dormiente”».
Ma…?
«Ma mancano sicuramente attività serali a misura di turista straniero, quello che conta nel nostro marketing, e parlo di turista di tipo stanziale, non mordi e fuggi. E auspico che ce ne siano, soprattutto di livello medio-alto. Intendiamoci, la domanda del residente e del pubblico italiano è soddisfatta. Ma manca ad esempio un circuito di mostre coordinato, mancano le attività ludiche, ossia le prerogative che un turista straniero cerca quando viene da noi in visita, per lo più con la famiglia. Il modello può essere quello della “Città dei Balocchi” da noi proposto come Consorzio e che stiamo cercando di ampliare a una intera stagione turistica che vada da ottobre a marzo, intitolata “Winter Como”, da proporre come pacchetto integrato dialogando con gli albergatori locali».
Il vostro modello è forse Rimini?
«No, affatto. Penso a Saint Moritz. Penso a Portofino».
Addirittura?
«Penso cioè a località dove la maggior parte delle attività sono orientate al turismo. E l’importante è pure che chi governa la città e il territorio non stoppi il turismo, non remi contro. Se si riapre la vecchia questione che divide i residenti da un lato e la “movida” dall’altro, non si va da nessuna parte. Occorre allora sviluppare una città che abbia una sempre più matura mentalità turistica, in un dibattito in cui gli operatori del settore possano dire la loro ed essere ascoltati con la loro esperienza sul campo. Altrimenti vivremo solo di polemiche e di contrasti. E invece c’è molto da fare per promuovere un territorio che non è solo lago ma anche legno-arredo e tessile, come sinonimi di quel “made in Italy” che è il marchio di eccellenza della nostra filiera turistica».
«Non c’è nulla da fare, a Como la sera non esiste affatto quella vitalità che distingue le città turistiche serie. Cantù è molto più dinamica di Como, per assurdo – dice Sergio Gaddi, consigliere di opposizione (Pdl) e a lungo, come assessore alle grandi mostre, fautore di una “movida” senza se e senza ma – Io vivo in centro e spesso mi imbatto in stranieri che mi chiedono cosa fare in città la sera e dove farlo. Imbarazzante. Concordo, manca proprio la mentalità turistica a Como, è una questione di Dna, di predisposizione all’accoglienza. Manca quella logica altrove normale per cui anche il sorriso di una commessa in un negozio può fare la differenza. Sono comunque confortato dalle statistiche: economicamente parlando, la città è destinata a diventare sempre più dipendente dal turismo, così sarà obbligata a piegarsi alle sue logiche. Non si scappa. Per cui da un lato le responsabilità sono dei residenti, che devono capire la situazione, mentre dall’altro il Comune deve fare il possibile per intensificare la promozione di spettacoli ed eventi nel capoluogo».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Notti magiche
A sinistra, il suggestivo colpo d’occhio dell’Arena del Sociale con lo sfondo del Duomo di Como, per la prima dei Carmina Burana in scena venerdì e in replica ieri sera. A destra e sotto, due scene del balletto che ha accompagnato la musica del compositore tedesco Carl Orff (fotoservizio Fkd)
30 Giu 2013

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