Larghi: «A Como troppe promesse non mantenute»

Il segretario della Cisl dei Laghi attacca l’amministrazione Lucini
«Stiamo ancora aspettando la concretizzazione delle promesse della campagna elettorale di due anni e mezzo fa». E ancora: «Alla città di Como non serve lo scaricabarile».
Il segretario generale della Cisl dei Laghi, Gerardo Larghi, a margine del convegno sull’articolo 18 che si è svolto mercoledì sera nell’auditorium del “Corriere di Como” e di Etv, ha indirizzato pesanti bordate all’amministrazione guidata da Mario Lucini.
Il sindacalista ha preso spunto dal dibattito sulle responsabilità politiche delle precedenti amministrazioni, tema innescato martedì scorso da Giuseppe Cosenza – per vent’anni dirigente della Provincia, oggi dirigente di Palazzo Cernezzi – durante la presentazione del volume “Il Capitale Città”.
«Io credo che la città di Como non abbia bisogno di scaricabarili e alcune dichiarazioni di questi giorni mi sembrano andare esattamente in questa direzione – ha detto Larghi – Io penso che chi oggi governa, più che impegnarsi a capire se esistono colpe del passato, dovrebbe produrre risultati nella sua azione odierna».
Tante promesse, soprattutto in materia di lavoro e occupazione, secondo Larghi non sono state ancora mantenute. «Sto aspettando che si realizzino almeno alcune delle promesse elettorali da parte delle varie amministrazioni elette due anni e mezzo fa. E non mi riferisco solo a Como».
A Palazzo Cernezzi, in particolare, la Cisl non perdona l’ultimo aumento di tasse. «Mi aspettavo un po’ più di coerenza sul fronte della ripartizione delle tasse – ha concluso – Non abbiamo condiviso assolutamente la scelta dell’attuale maggioranza di intervenire alzando le tasse in maniera uguale per tutti».
Al convegno sull’articolo 18 ha partecipato anche Alessandro Alfieri, consigliere regionale e segretario lombardo del Pd. «Non accettiamo tagli alla sanità, ma anche la Lombardia, in altri ambiti, deve e può tagliare gli sprechi». Alfieri è intervenuto sulla polemica tra il premier Matteo Renzi e i presidenti delle Regioni sui tagli alle spese sanitarie previsti dalla Legge di stabilità. Un allarme rilanciato, nei giorni scorsi, dal governatore della Lombardia, Roberto Maroni.
«Siamo preoccupati anche noi – ha spiegato Alfieri – Se tagli ci devono essere, noi vorremmo che fossero commisurati anche alla capacità di una Regione di essere virtuosa, come avviene per molte Regioni del Nord e del Centro. A Maroni però chiedo di eliminare i tanti sprechi che ci sono in Regione Lombardia, per esempio tra le società partecipate».

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