Lariofiere, il bilancio si chiude in rosso. Nominato il nuovo consiglio direttivo: Fabio Dadati presidente

Ristorexpo 2019 a Lariofiere di Erba

Lariofiere, bilancio con il segno meno. Il documento economico, ieri approdato in assemblea, segna al 31 dicembre del 2018 una perdita di 245.111 euro. Un risultato peggiore rispetto all’anno precedente quando si chiuse praticamente in pareggio con un utile di 10.363 euro.
Una situazione, quella dell’ente fieristico di Erba, che ha spinto alcune associazioni del territorio (Cna e Confesercenti Como) a fare una riflessione sul futuro del polo e sulla necessità di studiare nuove strade per un rilancio. Una spinta innovativa verso il futuro che viene indirizzata al nuovo consiglio direttivo che è stato nominato nella riunione di ieri. Il nuovo presidente è Fabio Dadati, in arrivo da Confcommercio Lecco e nel board di Federalberghi. Vicepresidente è Veronica Airoldi (sindaco di Erba) e poi nel consiglio direttivo conferma per Giovanni Ciceri (Confcommercio Como), Roberto Galli (Confartigianato) e, su indicazione della Provincia di Lecco, Antonio Sartor.
Ma ecco in sintesi che cosa chiedono Cna Como e Confesercenti. «Il punto di partenza del nostro ragionamento sono ovviamente i dati. Per la precisione le cifre, nero su bianco, del bilancio che non sono certo positive. E anche i risultati del bilancio consolidato degli ultimi anni fanno segnare una perdita che si attesta sul milione di euro – spiegano Alberto Bergna (Cna Como) e Claudio Casartelli (Confesercenti Como) – Allora ci domandiamo perché l’ente, invece di rimanere sempre così chiuso, non si apre a stimoli e interventi anche di altri soggetti come i sottoscritti che si offrono per collaborare. Da sempre in Lariofiere predominano Confartigianato e Confcommercio. Le fiere sono sempre appannaggio di queste associazioni. Forse si potrebbe ripensare il modello organizzativo. Alla luce anche della nascita della nuova Camera di Commercio che unisce due territori e che ha già espresso la volontà di coinvolgere i più svariati soggetti».
Sollecitazioni che Giovanni Ciceri, presidente uscente del consiglio direttivo, liquida con un «no comment», invitando poi a esaminare nel dettaglio i conti per capire la portata del segno meno presente nel bilancio.

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