Lariosauro, quando la mitologia supera la scienza

alt Il mistero preistorico

Un reperto paleontologico inquieta le acque del Lario da oltre 230 milioni di anni, quando il lago e l’Italia come li conosciamo oggi non esistevano nemmeno. Tutto parte nel 1839, allorché nella zona di Perledo si rinvennero i resti fossili di un notosauro, rettile acquatico che precedette la comparsa del più celebre plesiosauro. Il fossile era incompleto, lungo 60 centimetri, e gli si attribuì il nome “Lariosaurus Balsami” in onore dello scopritore, Giuseppe Balsamo Crivelli. Stiamo parlando

della leggenda del Lariosauro, un rettile acquatico, carnivoro predatore, la cui mitologica persistenza in tempi recenti e quindi al netto di ogni ragionevole dubbio scientifico prese corpo nel 1946 quando il “Corriere Comasco” parlò di un enorme animale apparso nelle acque del Pian di Spagna. Da allora gli avvistamenti si sono susseguiti e la fantasia si è scatenata. Al Lariosauro è dedicato anche un museo, quello di Storia Naturale di Lecco a Palazzo Belgioioso, in corso Giacomo Matteotti 32, dove la sala III dal 2005 è detta “Sala del Lariosauro”. Al Carnegie Museum di Pittsburgh è ospitato un inquietante fossile dell’animale.

Nella foto:
Il fossile conservato nel Carnegie Museum of Natural History (Section of Vertebrate Paleontology) di Pittsburgh, negli Usa

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.