«Arrivederci papà, ma non lasciarci. Continua a seguirci da lassù». Il saluto dei figli a Piercesare Bordoli

altFolla e commozione ieri per il presidente della Famiglia Comasca
(f.bar.) Una commozione forte, sentita e profondamente sincera ha pervaso l’intero rito funebre di commiato da Piercesare Bordoli, il presidente della Famiglia Comasca, morto domenica scorsa a 85 anni dopo una breve malattia. Uno dei momenti più toccanti si è vissuto in conclusione della messa quando è stato letto un messaggio scritto dai figli Laura e Angelo.
«È difficile accettare che tu non ci sia più, questa volta non ce l’hai fatta. Vogliamo ringraziarti per quanto ci hai regalato

. Ci hai insegnato l’onestà, l’impegno, la generosità e l’amore per la nostra città – hanno ricordato i figli – Ci sei stato vicino nei momenti bui e ci hai accompagnato nelle decisioni importanti anche quando magari non le condividevi. Siamo orgogliosi di ciò che hai realizzato. Arrivederci, papà, ma non lasciarci e continua a seguirci da lassù».
Parole che hanno fatto commuovere i tantissimi presenti, ieri pomeriggio, nella basilica del Crocifisso quando la città si è fermata per rendere l’ultimo saluto a Piercesare Bordoli. Tra loro politici, con il sindaco Mario Lucini in prima fila, figure istituzionali, rappresentanti delle associazioni di categoria, dirigenti del mondo sanitario, tanti amici, persone comuni e i soci della Famiglia Comasca.
La giornata di lutto è cominciata poco prima delle 14 quando il corteo funebre è partito da via Bonanomi, dove ha sede la Famiglia Comasca, per arrivare in viale Varese. E davanti alla basilica tutte le persone che si incrociavano non facevano che ricordare quando avevano conosciuto Bordoli. Il rito è poi cominciato con la lettura, da parte di monsignor Carlo Calori, che ha officiato la celebrazione insieme ad altri 6 sacerdoti, di un messaggio inviato dal vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, impegnato ad Assisi per l’assemblea straordinaria dei vescovi.
«Esprimo la mia fraterna partecipazione al dolore dei familiari e di tutte le persone che lo hanno conosciuto. Era un amico prezioso, generoso e intelligente. Piercesare sta ora ricevendo l’abbraccio del Padre. Oggi siamo tutti più poveri ma se saremo capaci di raccogliere il suo testimone il Signore ci guiderà», recitava il messaggio.
«Ha passato 30 anni della sua vita al servizio di Como, per non far dimenticare la bellezza della città, riflesso della bellezza della città di Dio. Grazie, Signore, per averci dato una simile persona», ha ricordato monsignor Calori.
Toccanti anche i momenti in cui ha preso la parola il vicepresidente della Famiglia Comasca, Alberto Longatti, che ha ricordato il suo infaticabile amico, e quello della lettura di una poesia dedicata a Bordoli – rigorosamente in dialetto – scritta da Antonietta Sormani.

Nella foto:
In prima fila da una parte i familiari (a sinistra), dall’altra i rappresentanti delle istituzioni

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