L’arte dell’editor secondo Grazia Cherchi

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Dietro un libro, non dovremmo mai dimenticarlo, c’è una persona, anzi una squadra. C’è l’autore, ma ci sono anche l’editore, il grafico, lo stampatore. Si deve a una comasca laureata in Lettere alla Università Statale di Milano, Giulia Tettamanti, che l’anno scorso ha frequentato il Master in editoria presso la Fondazione Mondadori, una recente monografia edita da Unicopli sulla figura di Grazia Cherchi, indimenticata talent scout ed editor. Il libro che esce a vent’anni dalla morte della Cherchi, con prefazione di un’altra celebre editor, Benedetta Centovalli, si intitola Tuffarsi nell’altrui personalità. Il lavoro di editor di Grazia Cherchi. L’opera esce proprio in una collana di Unicopli dedicata al “dietro le quinte” dei libri, diretta da Mauro Chiabrando.  Instancabile, spregiudicata eppure paziente, Grazia Cherchi per oltre un trentennio ha parlato di libri attraverso la realtà e di realtà attraverso i libri. È stata per un’intera generazione di scrittori la “zarina della letteratura”: Stefano Benni, Alessandro Baricco, Maurizio Maggiani la ricordano come un’amica generosa, una zia premurosa e invadente, ma soprattutto come una editor di eccezionale talento. Dalle pagine di «Linus», de «Il Manifesto», «Panorama» e «l’Unità», dagli anni Sessanta agli anni Novanta, Grazia Cherchi ha consigliato e sconsigliato letture e autori di ogni genere, smorzando i facili entusiasmi dell’industria editoriale in difesa dei lettori per una letteratura di qualità. Il lavoro di Giulia Tettamanti offre un ritratto, per tanti aspetti inedito grazie anche alle interviste e ai documenti qui pubblicati per la prima volta, di un personaggio, e del suo lavoro, che è stato fondamentale nella letteratura italiana contemporanea (tra i suoi talenti scoperti c’è anche Massimo Carlotto). Da rileggere dato che riesce in libreria per i tipi di Minimum Fax dopo aver esordito per quelli di Feltrinelli, la raccolta di articoli, ritratti, interviste della stessa Cherchi  Scompartimento per lettori e taciturni: la vita di tutti i giorni nei libri e i libri dentro la vita di tutti i giorni. Si conferma che Grazia Cherchi visse per la letteratura incarnando una voce autorevole e libera, cercando di proporre al pubblico e alle case editrici un nuovo filtro critico. Collaboratrice editoriale e scoutrifiutò sempre di figurare nelle giurie di premi letterari, verso i quali non nutriva alcuna fiducia, restando invece un’accesa sostenitrice del giudizio dei lettori. Dai suoi articoli emerge la personalità di una grande donna prima che di una grande giornalista,una lettrice militante con un’unica missione: far scoprire il piacere della lettura a tutti senza distinzioni.

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