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L’arte fotografica di De Biasi ha un museo permanente a Pontelambro

Domenica 17 marzo alle 14.30 nel Comune di Pontelambro sarà inaugurata a una mostra permanente di immagini del grande fotografo Mario De Biasi, morto alcuni anni fa e che con questo paese ebbe un bel rapporto. La mostra permanente è composta da oltre una ventina di grandi pannelli metallici raffiguranti immagini scattate da De Biasi durante varie frequentazioni in paese. L’iniziativa è dovuta al Foto Club di Pontelambro che è intitolato proprio a Mario De Biasi.

Perché questo abbraccio con Pontelambro? La ragione arriva molto da lontano, da quando Mario De Biasi conobbe il giornalista Emilio Magni a Gemona in occasione del terremoto del Friuli: divennero subito grandi amici. Poco dopo Magni e De Biasi presero a lavorare per la pubblicazione di libri sulla Brianza. Uscirono “Brianza rimani!” e “Vecchie osterie della Brianza”, un “monumento alla tradizioni brianzole”. Mario ed Emilio girovagarono parecchio per Pontelambro, lungo il fiume, alla Fusina, scoprendo l’”Osteria San Giuseppe”, ora scomparsa. Le immagini di questa osteria sono uno dei più bei capitoli del libro. Mario fotografò molto anche a Erba, sui laghi di Alserio e Pusiano, sulle montagne. Ecco quindi che Magni, in accordo con la figlia di De Biasi, Silvia, propose al Circolo fotografico di Pontelambro di intitolarsi “Circolo fotografico Mario De Biasi”. Da qui l’idea nata nel circolo di allestire l’esposizione permanente per le strade del paese. L’idea fu subito accolta favorevolmente dalla figlia Silvia che sta collaborando con entusiasmo, all’importante iniziativa.

Mario De Biasi (Belluno 1923-Milano 2013) è stato uno dei più grandi fotoreporter italiani, di certo quello che ha esplorato i più svariati campi, dalle guerre alle terre sconosciute, dalla più illustri personaggi (Nasser, Marlene Dietrich, Brigitte Bardot, lo Scià di Persia, Fellini, Sofia Lorene molti altri), all’alpinismo e alla Siberia (60 gradi sotto zero) con Walter Bonatti. E’ stato per 35 anni capo dei servizi fotografici di “Epoca”. Celebri sono le sue immagine della insurrezione di Budapest, unico fotoreporter tra i carri armati e le pallottole. Fu definito l’”Italiano pazzo”. Ha amato molto anche l’Italia, la Lombardia e la Brianza in particolare. Ha pubblicato oltre 80 libri. La sua foto più famosa è “Gli italiani si voltano” (in cui è ritratta, di spalle, una giovane Moira Orfei) esposta al museo Guggenheim di New York. Ha ottenuto l’Ambrogino d’oro. Il suo nome è tra i ”celebri” al Famedio al Monumentale di Milano.

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