L’Asl: «I piccioni trasmettono almeno sessanta malattie»

Allarme sanitario – Per contagiarsi non è necessario il contatto fisico, molto spesso bastano il vento e gli aspiratori a trasportare polvere infetta
«I parassiti dei volatili sono pericolosi anche perché possono muoversi e insidiarsi nei luoghi dove si vive»
Ornitosi e salmonellosi. Ma anche toxoplasmosi, criptococcosi e istoplasmosi. Sono solo alcune delle malattie – se ne contano circa 60 – potenzialmente trasmissibili dai piccioni. Gli agenti patogeni si trovano negli escrementi di questi volatili.
E non è necessario che ci sia un contatto diretto. Molto spesso, infatti, il vento, gli aspiratori o i ventilatori possono trasportare nell’aria la polvere infetta contenuta negli escrementi.
«Riceviamo sempre più spesso segnalazioni da
parte di Comuni, privati cittadini e aziende – interviene Giulio Gridavilla, responsabile del dipartimento veterinario dell’Asl di Como – Il problema esiste. Non voglio però dare, oltre al giudizio sanitario, alcun parere sulla recente polemica».
Il riferimento è ovviamente all’infuocato dibattito che si è aperto dopo la notizia del corso per cacciatori di piccioni organizzato da Villa Saporiti. Una serie di lezioni, svoltesi lo scorso febbraio, per addestrare ottanta uomini incaricati di abbattere i tantissimi colombi che, ormai da anni, imperversano sulle colline comasche razziando e causando enormi danni all’agricoltura. «In effetti questi volatili possono essere portatori di malattie. Inoltre le zecche tipiche dei piccioni sono pericolose anche perché possono muoversi e insidiarsi nei luoghi dove si vive», aggiunge sempre Giulio Gridavilla.
È dunque innegabile che l’eccessiva proliferazione dei piccioni stia creando problemi di «degrado ambientale e igienico-sanitario. Sia a Como che nell’Olgiatese e in Brianza ormai è una realtà con la quale bisogna fare i conti e che monitoriamo attentamente», spiega Gridavilla. E così i piccioni, oltre a sporcare, sono portatori di numerose malattie, trasmesse in via diretta e indiretta.
Tra le tante, una di quelle più gravi è l’ornitosi che si presenta come una setticemia infettiva o una polmonite atipica.
La malattia si trasmette per via aerea, respirando polvere di sterco di piccione e l’esito, nelle forme polmonari, può essere mortale.
Un’altra patologia grave è l’istoplasmosi che si presenta come un’infezione cronica, localizzata o diffusa, del sistema immunitario. Spesso confusa con la tubercolosi, solitamente regredisce spontaneamente, anche se i casi fulminanti possono essere mortali.
«Sempre più spesso i piccioni stazionano nei sottotetti dove pullula lo sporco. E quando gli uccelli vengono cacciati, le zecche rimangono li e non avendo più gli escrementi per alimentarsi, tendono a spostarsi – interviene Oscar Gandola, responsabile del servizio di igiene e zootecnia dell’Asl di Como – Vanno così o sulle persone o magari penetrano negli appartamenti. Le zecche possono essere dunque portatrici di svariate malattie».
Oltre all’abbattimento, vengono spesso utilizzati numerosi sistemi per contenere la proliferazione dei piccioni.
Dall’uso di polveri repellenti a sostanze che inibiscono lo stimolo all’alimentazione per preservare quanto conservato nei magazzini della aziende agricole.
«Fino al ricorso a mangimi sterilizzanti. Ma non sempre tutto ciò è sufficiente», conclude Oscar Gandola.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Uno stormo di piccioni appollaiati sulla ringhiera di un pontile nei pressi dell’hangar di piazzale Somaini a Como

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1 Commento

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    SONIA , 20 Gennaio 2019 @ 11:11

    FINIAMOLA DI RACCONTARE QUESTE MALDICENZE SU QUESTI STRAORDINARIE CREATURE, E VEDIAMO QUANTI UMANI IMPESTATI SI INFETTANO FRA DI LORO.

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