L’asse con Gaffuri adesso diventa molto più debole

Lo scenario

(da.c.) Giulia Pusterla era stata indicata come assessore dal consigliere regionale del Pd, Luca Gaffuri.
L’ex capogruppo dei Democratici al Pirellone aveva tentato una prima volta di proporre la collega e amica commercialista quale candidata al Parlamento nazionale.
Ancora prima della vittoria a Palazzo Cernezzi nel mese di maggio dello scorso anno, era poi riuscito a imporla – in realtà senza dover faticare più del dovuto – quale responsabile del Bilancio.
La strategia di Gaffuri

è stata sin dal primo momento assolutamente chiara: costruire, attraverso la presenza istituzionale di Giulia Pusterla, un “ponte” tra identità e appartenenze politico-culturali molto diverse tra loro.
Una sorta di gancio verso il centrodestra, nella convinzione – probabilmente del tutto sbagliata – che fosse possibile fare breccia nell’elettorato moderato. Il punto è che un nome non fa una politica. Giulia Pusterla non ha mai, ovviamente, arretrato dalle sue convinzioni e dalle sue idee.
Alla fine, lo scontro è stato inevitabile. Conducendo all’unica soluzione possibile: la rottura di un matrimonio spurio che «non s’aveva da fare».

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