L’assedio (gioioso) delle famiglie al Sociale

altL’evento sull’adolescenza
Folla strabiliante alla serata del Progetto Aurora Mille in coda per parlare del rapporto genitori-figli
Un “sold out” oltre ogni attesa, martedì sera, al Teatro Sociale, per il primo dei tre incontri organizzati da “Aurora”, la Scuola per famiglie di Como. Quasi mille le persone che, dalle 20, si sono messe pazientemente in coda lungo tutta piazza Verdi per assistere all’incontro, rivolto ai genitori, dal titolo “Molti ruoli, una sola persona”, presentato dalla psicopedagogista Valerie Moretti e dal regista Jacopo Boschini.
«Anche se siamo giunti alla decima edizione – ha esordito Anna Veronelli,

coordinatrice della Scuola per famiglie – non sono mai stata così emozionata. Non avevo mai visto una simile fiumana di gente davanti al Sociale e questo non può che rendermi orgogliosa, significa che il nostro progetto non solo funziona, ma continua a migliorare». A colmare la vistosa assenza del vicesindaco e assessore alle Politiche educative, Silvia Magni, è stata Andrée Cesareo, consigliere comunale del Pd: «Questa è una serata positiva: la presenza di tutti voi genitori rappresenta un grande gesto d’amore nei confronti dei vostri figli. Ecco perché il Comune ha dato il patrocinio a questo progetto».
Un progetto che affronta temi importanti a partire dai ruoli che si ricoprono all’interno della famiglia. «La parola “persona” deriva dall’etrusco – ha spiegato Jacopo Boschini – e significa maschera. Tutti noi ne indossiamo una quando interagiamo con il mondo esterno. All’interno del nucleo familiare c’è chi ha quella del genitore, chi del figlio, chi dei nonni e così via. È importante attenersi sempre al proprio ruolo e cercare di mantenere stabile l’equilibrio. Nel momento in cui i genitori si spogliano del proprio ruolo, i figli perdono la strada e questo non può che avere effetti negativi su tutta la famiglia».
Ecco allora che, nel rapporto tra genitori e figli adolescenti, è necessario instaurare un dialogo basato non solo sulla stima ma anche e soprattutto sull’autostima. «È fondamentale per il benessere della famiglia – afferma Jacopo Boschini – senza di essa non si potrebbe avviare quel processo di crescita personale che fa crescere e rinvigorisce il benessere della famiglia. I genitori devono mettersi in gioco: se stanno bene, allora la famiglia funziona».
«Dobbiamo pensare alla famiglia in modo nuovo – ha spiegato la psicopedagogista Valerie Moretti – Siamo proprio sicuri che solo nelle famiglie che noi consideriamo normali non ci siano problemi di ruoli?». La società, in questo senso, ha da sempre avuto un compito cruciale. «La famiglia in Italia è considerata un nucleo passivo che subisce i cambiamenti storici e culturali – spiega la psicopedagogista – ma non è assolutamente così. La famiglia innesca messaggi sociali, influenza la società ed è oggi più che mai protagonista». È importante, però, capire se il ruolo lo abbiamo scelto o ci è stato cucito addosso. «Non tutti “nasciamo” genitori – ha chiuso Valerie Moretti – Il nostro ruolo all’interno della famiglia va conquistato quotidianamente, bisogna essere attori attivi, adattarsi agli eventi».

Enrica Corselli

Nella foto:
La lunghissima fila di persone in attesa di partecipare alla serata di martedì al Sociale (Mv)

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