L’assessore Francesco Pettignano si è dimesso:  «Ho nuovamente aderito a Fratelli d’Italia»
Cronaca

L’assessore Francesco Pettignano si è dimesso: «Ho nuovamente aderito a Fratelli d’Italia»

L’assessore al Patrimonio di Como, Francesco Pettignano, si è dimesso ieri pomeriggio rassegnando il suo mandato «nelle mani del sindaco» Mario Landriscina. Con una telefonata molto cortese in redazione Pettignano ha confermato poco prima delle 19 quanto si era vociferato per tutto il giorno. «Ho dato le dimissioni serenamente, così come mi era stato richiesto dal sindaco. Sono molto tranquillo».
Oltre all’uscita forse soltanto momentanea dalla giunta, però, Pettignano ha aggiunto una seconda notizia. Non meno significativa, almeno sul piano politico: «Sono tornato in Fratelli d’Italia. Nelle ore scorse ho incontrato il coordinatore provinciale Stefano Molinari e l’onorevole Alessio Butti i quali si sono detti felicissimi della mia decisione».
Il rendez-vous con i dirigenti di Fratelli d’Italia è stato in effetti confermato proprio da Butti, che non ha voluto fare però alcun commento. In modo analogo, anche il sindaco ha preferito evitare ogni considerazione su quanto accaduto nelle ultime ore.
In un breve messaggio si è limitato a dire: «Pettignano si è dimesso. Per ora non commento».
Era stato tuttavia proprio il sindaco, martedì sera in diretta dagli studi di Etv, a chiedere al suo assessore di fare un passo indietro. La scelta di Pettignano, quindi, si può catalogare come una vittoria di Landriscina che ora può andare alla verifica annunciata sempre in diretta tv con le mani più libere.
La riunione di maggioranza non è stata ancora convocata ma dovrebbe tenersi a breve. «Al momento non ho fissato la data ma resterò nei tempi scanditi», ha detto il sindaco, facendo capire che si tratta di giorni se non addirittura di ore. Certo è che le dimissioni dell’assessore al Patrimonio sgombrano il terreno dalle molte insidie disseminate nelle ultime settimane soprattutto da chi sperava in una crisi al buio, forse per far saltare il banco definitivamente.
Le dimissioni di Pettignano sono una vittoria in parte anche di Forza Italia, che ha regolato in modo definitivo i conti al suo interno mettendo fuori dal partito il gruppo di uomini e donne più fedele all’ex consigliere regionale Gianluca Rinaldin. D’altronde, per i forzisti non sarebbe stato possibile rimettere piede in consiglio comunale se Pettignano non si fosse dimesso. Lo aveva detto in modo chiaro il nuovo capogruppo azzurro a Palazzo Cernezzi, Enrico Cenetiempo: «Abbiamo preso una posizione chiara, non c’è nulla contro l’assessore ma non possiamo partecipare alle riunioni se nei banchi della giunta siede ancora qualcuno che, nominato su indicazione del nostro partito, ha scelto di andare da un’altra parte».
Adesso la situazione è più chiara e lo stesso Cenetiempo ne prende atto: «Aspettiamo che il sindaco ci convochi per il vertice di maggioranza. Ci sono davanti tre anni e mezzo di lavoro, bisogna ripartire e affrontare i problemi della città, non discutere di poltrone e di incarichi».
Resta infine da capire quale sarà la collocazione politica di Antonella Patera e Antonio Tufano, i due consiglieri di Forza Italia confluiti nei giorni scorsi nel gruppo misto. Da tempo si dà per certo il loro passaggio a Fratelli d’Italia. Entrambi, non è certamente un caso, sono fedelissimi di Rinaldin e dell’ex vicepresidente della Regione Mario Mantovani.

16 Novembre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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