L’assessore minaccia di dimettersi. Si cercano i soldi per pagare le ditte

Il caso – Lunedì prossimo giunta straordinaria in Provincia. Servono non meno di 6 milioni
Dopo il decreto del governo Villa Saporiti non sarà commissariata
La crisi di liquidità della Provincia di Como diventa un caso politico. Esplode, anzi, in una piccola “crisi” interna alla maggioranza, costretta a convocare una giunta straordinaria per trovare una possibile soluzione alle moltissime – troppe – richieste provenienti da aziende e Comuni. Com’è noto, i tanti soldi in cassa non possono essere spesi per i vincoli imposti dal patto di stabilità, la norma che obbliga gli enti locali a non superare il tetto stabilito dal governo a livello nazionale
.
Il patto di stabilità è una camicia di forza. La Provincia può infatti spendere fino a 2,5 milioni ma ha in ballo cantieri e opere già appaltate per oltre 8-9 milioni.
L’assessore ai Lavori pubblici, Pietro Cinquesanti, ha più volte detto, anche pubblicamente, di non poter più sostenere la pressione di imprese e sindaci che bussano a denari in continuazione.
Sembra che giovedì scorso, durante la giunta, Cinquesanti abbia persino minacciato le dimissioni qualora non venisse trovata una soluzione. Le vie d’uscita praticabili, quelle di cui si è discusso, sono due: lo sforamento del patto di stabilità o la cessione di una parte delle quote azionarie della Milano-Serravalle detenute da Villa Saporiti. I partiti politici sembravano orientati, in un primo momento, a dare il via libera all’uscita dal patto di stabilità, pur dovendo scontare il parere negativo dei dirigenti dell’economato.
Anche la cessione delle azioni di Serravalle resta un’opportunità sul tavolo. Se ne parlerà lunedì pomeriggio, quando l’esecutivo provinciale si riunirà per discutere il problema. Ogni soluzione appare possibile. Una cosa è chiara: a fare pressione in modo anche pesante sarà l’assessore Cinquesanti, che ha calcolato in 5-6 milioni di euro le necessità finanziarie da liquidare a imprese e Comuni.
Cinquesanti ha anche spiegato ai colleghi di giunta che senza il denaro richiesto non sarà possibile né avviare nuovi cantieri né continuare in quelli in corso. Sarebbero almeno una sessantina le urgenze segnalate dal responsabile dei Lavori pubblici di Villa Saporiti: dai lotti dell’Università al consolidamento del San Vincenzo, in Altolago, appalto da oltre 5 milioni già assegnato ma che non può essere sbloccato nonostante l’impresa vincitrice della gara chieda di poter iniziare i lavori. Anche i cantieri finanziati dalla Regione in quota parte non possono partire. Da Milano i soldi arrivano soltanto a saldo delle quietanze già pagate. Ricevute che Villa Saporiti non può inoltrare non avendo a disposizione liquidità sufficiente.
Insomma, un grande paradosso: bilancio ricco, soldi già stanziati, appalti già conclusi e cantieri fermi.
Un ultimo ostacolo si è frapposto proprio ieri alla decisione di violare il patto di stabilità. Il governo ha approvato infatti il decreto con cui si stabiliscono le regole elettorali per le “nuove” Province. È quindi più che probabile che Villa Saporiti non venga commissariata.
A maggio, alla scadenza del mandato amministrativo di Leonardo Carioni, dovrebbero svolgersi elezioni in cui saranno chiamati a votare soltanto sindaci e consiglieri comunali. Si eleggeranno 12 consiglieri provinciali su base proporzionale e con liste chiuse. Verrà anche eletto un presidente che non dovrà più nominare una giunta.

Dario Campione

Nella foto:
Villa Saporiti cerca di trovare una soluzione alla mancanza di liquidità

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