L’assessore regionale: «Salta un treno su due». Rischi di ripercussioni nel trasporto su gomma

L’allarme – I tagli della manovra colpiranno duramente
La manovra finanziaria approvata ieri dalla Camera potrebbe avere effetti devastanti sul trasporto pubblico locale. A dirlo, questa volta, non è l’opposizione di centrosinistra ma l’assessore regionale lombardo Raffaele Cattaneo, che ieri è addirittura volato a Roma nel tentativo (inutile, visto che il testo era blindato dalla fiducia) di scongiurare gli annunciati tagli.
Così nel primo pomeriggio, in un lungo comunicato stampa, Cattaneo ha parlato del «rischio» che «un treno su due»

venisse «cancellato», ha evocato come assai probabile «l’inaccettabile soluzione di dover almeno raddoppiare il costo dei biglietti» e ha paventato «pesanti risvolti sul piano non soltanto dell’occupazione, ma anche sul traffico e sulla mobilità» dell’intera Lombardia. Uno scenario apocalittico.
«Abbiamo provato a calcolare quali sarebbero le conseguenze se i tagli al trasporto venissero confermati – ha detto ancora Cattaneo – e a simulare cosa accadrebbe se raccogliessimo davvero le esortazioni di chi ha sottolineato la necessità che il trasporto pubblico locale cammini con le proprie gambe». In concreto, qualcosa che «renderebbe impossibile la mobilità in Lombardia».
Per far fronte alla manovra, infatti, «dovrebbe essere mediamente eliminata una corsa su due. Concretamente significherebbe che su 2.200 corse in Lombardia oltre 1.000 dovrebbero essere cancellate». In molti casi si dimezzerebbero le frequenze passando da un treno ogni mezz’ora a un treno ogni ora, rendendo così impossibile il trasporto pendolare nelle ore di punta.
«Se la scelta fosse di concentrare il servizio in alcune fasce orarie o in alcuni giorni – ha proseguito Cattaneo – non riusciremmo comunque a coprire l’intera fascia pendolare». Per capire quali saranno i reali effetti della manovra finanziaria sul trasporto pubblico locale si dovrà comunque attendere qualche giorno. «Non abbiamo alcuna informazione precisa – dice Patrizio Tambini, assessore provinciale ai Trasporti di Como – la competenza sui treni è direttamente assegnata alla Regione, ma si può immaginare che vi siano ripercussioni anche sul trasporto su gomma».
Molto polemico il capogruppo del Pd in Regione, il comasco Luca Gaffuri, che ieri ha lanciato una sorta di sfida agli avversari politici. «Invitiamo i parlamentari lombardi di Pdl e Lega Nord, che hanno detto sì a questa manovra, a un pubblico dibattito nelle stazioni ferroviarie della Lombardia, ovviamente nell’ora di punta – ha detto Gaffuri – Potranno così spiegare per quale motivo per salvare le casse dello Stato si debba arrivare a tagliare un treno su due dei pendolari, peraltro dopo aver tagliato già le risorse al punto da favorire un aumento del costo di biglietti e abbonamenti di quasi il 25% in soli 6 mesi».

Nella foto:
La Regione Lombardia annuncia nuovi pesantissimi tagli alle corse dei treni

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