L’associazione “Libera” ricorda le vittime delle mafie
Città, Cronaca

L’associazione “Libera” ricorda le vittime delle mafie

La presentazione dell'evento in Comune La presentazione dell’evento in Comune

Conservare la memoria delle vittime. Sia di quelle più note ma soprattutto di quelle sconosciute. È questo il senso più profondo della “Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le Mafie” che si terrà il prossimo 21 marzo. Una manifestazione organizzata dall’associazione Libera in tutta Italia. A Como, alle ore 19 del 21, il Coordinamento provinciale di Libera a Como celebrerà questa triste ricorrenza con una marcia che da Porte Torre condurrà in piazza Duomo «dove verranno letti i nomi delle oltre 900 vittime innocenti della violenza mafiosa. Si tratta di un’occasione per ricordare e di una promessa di impegno per il futuro – spiega Stefano Tosetti di Libera Como – Nel primo giorno di primavera, simbolo della speranza che si rinnova sarà dunque un messaggio forte e positivo per tutti». Per la giornata sono stati invitati a condividere la lettura dei nomi i rappresentanti di diverse anime che compongono il tessuto sociale del territorio: dalle istituzioni agli amministratori pubblici, agli enti di rappresentanza del mondo del lavoro, al Terzo Settore, alle associazioni giovanili, sportive e culturali.
«Sarà ricordato anche il mondo dell’informazione, in segno di rispetto e vicinanza al tributo di sangue che ancora oggi troppi giornalisti nel mondo sono chiamati a versare nello svolgimento del proprio lavoro», spiega Tosetti che ieri mattina ha presentato l’iniziativa in Comune alla presenza del vicesindaco Alessandra Locatelli, di Mario Forlano del Coordinamento comasco per la Pace e di Francesco Beretta del Csv Insubria. «Il ricordo è una vera missione. Così come impegnarsi per far conoscere storie dimenticate come quella della povera Cristina Mazzotti rapita a Erba negli anni 70 per ottenere un riscatto e uccisa. In futuro vorremmo anche cercare di organizzare uno spettacolo proprio per raccontare questo episodio drammatico che riassume le sorti di molte altre vittime inconsapevoli finite nelle mani della malavita», spiega Stefano Tosetti che invita a «diventare una comunità solidale per riuscire a unirsi contro le mafie».

15 marzo 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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