«Assurdo che ai creditori vada il 4,5%»

alt Ernesto Mauri – Direttore generale della Bcc di Alzate Brianza

«È uno strumento che, così come è stato modificato, tutela esclusivamente le aziende e non certo i creditori». Le parole sono di Ernesto Mauri, direttore generale della Bcc di Alzate Brianza, che interviene con toni critici sul tema del “nuovo” concordato preventivo.
«Non è possibile ipotizzare di arrivare a un accordo che prevede una percentuale di soddisfacimento del credito pari al 10%, come spesso accade ed è

già anche successo in passato», aggiunge sempre il direttore Mauri.
«E ciò non può fare altro che creare un effetto domino. È troppo semplice. È vero che, se così non fosse, il rischio concreto sarebbe quello del fallimento dell’impresa, ma una semplificazione eccessiva nel ricorso a tale mezzo può avere conseguenze molto negative. Addirittura si può finire per creare l’effetto contrario».
Il ricorso al concordato preventivo è dunque sempre più frequente.
«Ma noi stessi in determinati casi abbiamo votato contro. Ricordo di una situazione particolare in cui la percentuale era del 4,5%. Non è ammissibile», continua a spiegare Ernesto Mauri. Va detto come, dai dati più recenti, si sia stimato come la percentuale media di soddisfacimento degli interessi dei creditori si aggiri sul 25-30%.
«Anche nel nostro territorio si è spesso assistito a casi con percentuali molto basse – avverte, però, Mauri – Ma di recente anche i Tribunali hanno cominciato a opporsi a certi accordi. È successo anche a Como».
Ma non è tutto.
«In questi 14 mesi di utilizzo del nuovo concordato preventivo (le nuove disposizioni sono entrate in vigore nel mese di settembre del 2012, ndr) a mio avviso si è assistito a un loro utilizzo troppo disinvolto. Mi sembra francamente che, a volte, le imprese facciano ricorso a questo strumento per cercare di evitare tutte le enormi responsabilità che la situazione economica molto difficile impone», conclude il direttore della Bcc Alzate Brianza.

F. Bar.

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