L’Ats: «Da noi ancora tanti casi perché facciamo molti tamponi»

Giuseppe Catanoso

Dopo la decisa riduzione dei contagi tra la prima, la seconda e la terza settimana di aprile, l’ultima ha fatto registrare una crescita. «Si tratta di dati ancora provvisori – ha spiegato il direttore sanitario Giuseppe Catanoso ieri nel corso di una conferenza stampa – che dovremo consolidare con quelli della prossima settimana, ma alcune curve non hanno rallentato. L’indice Rt non riesce a prendere la strada di una riduzione. Che piaccia o no, ci si sta contagiando ancora e l’età media si è abbassata a 40 anni» ha detto il direttore.

Numeri che per Como e Varese continuano a essere più alti rispetto al resto della Lombardia e di gran parte d’Italia. «Noi facciamo anche tanti tamponi – ha spiegato Catanoso – più di tutti. La gestione delle scuole del nostro territorio, ad esempio, non ha uguali. Vorrei sbagliarmi, ma come per le altre ondate, probabilmente stiamo anticipando una tendenza che presto si verificherà su scala regionale e nazionale. Aspettiamo però la prossima settimana, quando sarà possibile definire con maggiore precisione se aveva ragione chi ha deciso di aprire o se era meglio restare chiusi ancora» ha sentenziato il direttore sanitario di Ats Insubria.

Anche l’incidenza, ovvero i casi ogni 100mila abitanti in sette giorni, ha ancora dei picchi in alcuni comuni del territorio. Supera ad esempio i 250 casi, soglia di allarme, a Bellagio, Erba e in diversi altri centri del Triangolo Lariano, oltre che in alcuni comuni dell’Altolago di Como, tutti segnati nella cartina di Ats Insubria con il colore rosso scuro.

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