Latte in polvere, torna il pendolarismo in Svizzera

I farmacisti lariani respingono le accuse
Neogenitori oltreconfine per contenere le spese per l’acquisto del latte in polvere. In Italia, i costi del prodotto sono alle stelle e la Svizzera diventa un’alternativa per risparmiare qualche euro. In aumento anche mamme e papà che creano gruppi di acquisto per ottenere riduzioni di prezzo. Nei giorni scorsi, sul caso è intervenuto il ministro della Salute, Renato Balduzzi. Secondo l’esponente del governo, è inaccettabile che in Italia i prezzi di latte artificiale e pannolini per
bambini siano nettamente superiori rispetto agli altri Paesi europei.
Contro il caro-latte, numerose coppie di genitori residenti nella fascia di confine da tempo si rivolgono alle farmacie elvetiche. «Alcuni anni fa il fenomeno era molto più diffuso, perché le differenze di prezzo tra Italia e Svizzera erano maggiori – sottolinea Michele Merloni, responsabile della Farmacia Internazionale di Chiasso – La differenza di prezzo poi si è assottigliata. Per offrire un prodotto a prezzi più vantaggiosi, però, in Svizzera importiamo il latte artificiale dalla Germania. Mi riferisco in particolare alla linea “Humana”, un prodotto molto richiesto che vendiamo anche a molti clienti italiani. Il prezzo è di circa 11 euro per la confezione da 500 grammi».
«I clienti italiani sono diminuiti – aggiunge Michele Merloni – Sono cresciuti però metodi alternativi per risparmiare, ad esempio gruppi di acquisto creati dai genitori per importare il latte dalla Germania o da altri Paesi europei».
L’intervento del ministro della Salute, Renato Balduzzi, non è piaciuto invece a Giuseppe De Filippis, presidente dell’ordine dei farmacisti. «Premesso che i prezzi del latte artificiale e dei pannolini li fanno la casa produttrice e non il farmacista, e quindi il ministro dovrebbe rivolgersi a questi soggetti – sottolinea De Filippis – credo che sia abbastanza inverosimile scandalizzarsi per i prezzi italiani. Rispetto a Paesi quali la Francia o la Germania, per esempio, in Italia abbiamo un costo di energia, carburante, lavoro, servizi e via dicendo nettamente maggiore. Mi sembra inevitabile che alla fine il risultato sia un costo più elevato del prodotto finale».
Per rispondere alle esigenze delle famiglie, i farmacisti vendono il “Neolatte”, una sorta di “latte generico”.
«Costa meno rispetto ad altri tipi di latte – conclude De Filippis – Non tutti i genitori però si affidano a questo prodotto, perché molto spesso pediatri e altre figure professionali prescrivono a mamme e papà una precisa marca di latte e i neogenitori acquistano quello che viene loro indicato».

Anna Campaniello

Nella foto:
Una barattolo di latte in polvere. In Svizzera il prodotto ha prezzi convenienti

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