Laura Bordoli lascia il Pdl. Voci su nuove scissioni

Centrodestra in fermento
L’ex capogruppo: «Mancato il rinnovamento». Tambini-D’Alessandro: addio possibile

Botti di Capodanno in ritardo. Sono quelli che regala – e potrebbe regalare ancora a breve – il Pdl di Como, alle prese con una serie di convulsioni interne di notevole intensità.
Il primo fuoco d’artificio è “scoppiato” nelle caselle di posta elettronica di tv e giornali ieri nel primo pomeriggio. Con una lunga e articolata e-mail, infatti, l’ex candidata a sindaco del Popolo della Libertà, nonché ormai ex capogruppo del Pdl, Laura Bordoli, ha ufficializzato l’addio al gruppo

consiliare di Palazzo Cernezzi (ora, di fatto, rappresentato soltanto da Francesco Scopelliti). Non si può dire che la Bordoli abbandoni il partito soltanto perché l’interessata non ha mai preso formalmente la tessera. «Lascio il gruppo consiliare del Pdl e aderisco al gruppo misto – ha scritto l’ormai ex capogruppo – Mi ero riservata tutte le vacanze per riflettere con calma sulla situazione e attendere anche le liste e i programmi per capire quanto di nuovo fosse rimasto nel partito che rappresentavo all’interno del consiglio comunale nel mio ruolo di capogruppo. Ma ora ritengo opportuno anticipare le mie decisioni». Ovvero sancire l’addio al partito di Berlusconi.
«Da un paio di mesi riflettevo sul disagio di rappresentare un partito che non dava segnali chiari di rinnovamento – affonda la Bordoli – trascinando una situazione che poteva solo confondere gli elettori di centrodestra. Consapevole che il ruolo di capogruppo non si può limitare al mero lavoro all’interno del Comune di Como, ma deve essere anche quello di sostenere in una campagna elettorale le proposte e le liste del partito che rappresenta, ritengo corretto lasciare spazio a chi intende proseguire su questa strada». Sul futuro, la Bordoli dice di avere «necessità di una pausa» per «valutare serenamente e senza fretta quali e con chi saranno i miei eventuali impegni futuri, che non possono che andare nella direzione del rinnovamento, della pulizia delle liste, delle persone che si impegnano per il bene comune. Per questo non mi fa paura perdere magari qualche opportunità di carriera politica personale».
L’ex candidata a sindaco del Pdl – che parla di «scelta sofferta» – non lascerà comunque il consiglio comunale.

ALTRE TENTAZIONI
L’addio di Laura Bordoli potrebbe non essere l’ultimo per il Pdl lariano. Oggi o al massimo domani, infatti, si saprà se anche un altro storico tandem di ex forzisti formato dall’ex vicecoordinatore del partito, Patrizio Tambini, e dal vicepresidente di Acsm-Agam, Umberto D’Alessandro (forse assieme all’ex sindaco Stefano Bruni e al presidente di Acsm Ambiente, Simone Gilardi), resteranno o meno nel partito di Silvio Berlusconi. Determinante sarà l’eventuale decisione di Roberto Formigoni (che in Lombardia sostiene la candidatura di Gabriele Albertini a presidente del Pirellone) di compiere lo strappo finale con il partito d’origine per dare vita alle liste per le elezioni regionali chiamate probabilmente “Lombardia Popolare”.

Emanuele Caso

Nella foto:
Laura Bordoli è stata capogruppo del Pdl in Comune dal giugno scorso a ieri

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