Laura Bordoli: «Pronta alle primarie». L’unico avversario certo per ora è Gaddi

La prossima settimana potrebbero essere definite date e regole della consultazione
«Pronta alle primarie, se il partito le ritenesse utili o necessarie». Laura Edvige Bordoli esce allo scoperto e conferma le indiscrezioni delle ultime ore sulla sua possibile candidatura a sindaco del capoluogo lariano nelle file del centrodestra.
La commercialista comasca ammette di aver avuto «alcuni incontri» con il gruppo dirigente del Pdl locale e di aver dato la «disponibilità a lavorare per la città». Insomma, un sì alla corsa per Palazzo Cernezzi, condizionato al programma
ma in fondo abbastanza ampio.
Un sì rassicurante per il Pdl, che cercava (e forse ha trovato) un nome nuovo in grado di far dimenticare gli ultimi, rovinosi anni dell’amministrazione cittadina. «C’è un reciproco interesse a ragionare sul programma e sui problemi della città – ammette Laura Bordoli – Io non ho mai avuto tessere di partito, sono certamente esterna alla politica ma non alla pubblica amministrazione, ambito in cui lavoro da oltre 20 anni». Figlia del presidente della Famiglia Comasca Piercesare Bordoli, commercialista e revisore dei conti di alcuni Comuni lariani (compresa la città di Como), Laura Bordoli conosce molto bene bilanci e macchine burocratiche. E spiega perché ha pensato di potere candidarsi alle elezioni.
«Il Paese vive un momento di grave crisi, se un gruppo di persone mi chiede di ragionare su come risolvere i problemi credo che sia positivo».
Più sorpresa o lusingata, allora? «Sorpresa soltanto in un primo momento, perché di solito opportunità simili vengono offerte a persone che fanno politica. Lusingata no, direi contenta, credo che sia stato riconosciuto un impegno lavorativo di oltre 20 anni». Laura Bordoli non ha posto condizioni, ma ha sottolineato il «bisogno di un grosso rinnovamento. Non si può andare avanti in queste condizioni, chi si prenderà l’onere di questo impegno avrà molto da fare e dovrà poter contare su gente nuova, preparata, affidabile».
La candidatura a sindaco transiterà, probabilmente, dalle primarie, novità assoluta per gli elettori del Pdl. «Le primarie non mi preoccupano – dice Laura Bordoli e non perché sono presuntuosa. Se il Pdl le immagina come mezzo democratico utile e necessario non mi sottrarrò al giudizio dei cittadini». La commercialista comasca confida probabilmente nell’aiuto e nel sostegno di chi l’ha proposta, primi tra tutti i dirigenti provinciali del Pdl. «Sono un tecnico, non vorrei entrare nella polemica politica», insiste Laura Bordoli, la quale potrà certamente contare anche sull’appoggio del padre, presidente di una delle associazioni più importanti della città.
«Mio papà non sapeva nulla della candidatura, gliel’ho confidato qualche giorno fa. Lui ha sempre lavorato per la città in modo aperto e non fazioso. Mi ha detto di essere preoccupato ma anche orgoglioso». La riserva definitiva sulla corsa a Palazzo Cernezzi sarà sciolta nei prossimi giorni, «entro la prossima settimana».
Nulla aggiunge, invece, Laura Bordoli, su alleanze o possibili liste civiche a suo sostegno. «Mi sembra prematuro parlarne, non ci ho pensato. Credo in ogni caso che sia necessario prima condividere un programma e una squadra. Anche della questione Lega non abbiamo parlato, adesso ragioniamo di problemi e di programmi, poi si vedrà».
A questo punto, le primarie del Pdl sono molto più vicine. L’unico avversario certo, per Laura Bordoli, è per il momento Sergio Gaddi, assessore alla Cultura della giunta Bruni. «Sono contento della candidatura di Laura Bordoli e felice anche che si sia espressa per le primarie. A questo punto il nostro obiettivo è chiaro, non resta che stabilire la data. Nell’interesse di tutti è opportuno che venga definita quanto prima».

Dario Campione

Nella foto:
La corsa per la poltrona di sindaco di Como inizia a farsi incandescente (foto Mv)

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