Laura Negretti: “Teatri chiusi, un’ingiustizia”

Laura Negretti è Antigone

«È ormai chiaro a tutti che in Italia hanno deciso che il teatro, la danza, il cinema, il canto, la musica, la cultura insomma, sono il nemico pubblico numero uno». Su Facebook l’attrice comasca della compagnia “Teatro in mostra” Laura Negretti prosegue la sua battaglia contro le restrizioni al mondo dello spettacolo imposte dall’emergenza sanitaria.
E lo fa con una foto simbolica in cui è messa in croce durante uno spettacolo. «Ci hanno e ci stanno mettendo in croce ed è evidente che poco importa, o addirittura se lo sono scordato, che ci saremmo anche noi, lavoratori dello spettacolo dal vivo, che dovremmo riprendere a lavorare assieme a decine di categorie che stanno, più o meno faticosamente, riprendendo a farlo» protesta l’attrice sulla sua pagina del social network dove intanto non ferma i lavoro di documentazione e di testimonianza sulle location che sperimenta in questi giorni di fine inverno sperando in una riapertura dei sipari e magari in una estate di spettacoli all’aperto per recuperare il tanto tempo perduto.
«Non compete a me giudicare quanto sia più pericoloso assistere a uno spettacolo stando seduti in un teatro indossando la mascherina a più di un metro di distanza da un altro spettatore, senza aprir bocca piuttosto che stare seduti (congiunti e non) in un ristorante allo stesso tavolo, a pochi centimetri di distanza, mangiando, conversando e sputazzando senza, ovviamente, indossare la mascherina», prosegue l’attrice. Che chiosa: «Aver visto oggi che in una deliziosa pasticceria del centro, rispettosa di tutti i protocolli (questo ci tengo a sottolinearlo), un cartello indicava che nelle due salette potevano accedere solo (!!!!!) 55 persone alla volta mi ha destabilizzato e indignato; anzi mi ha proprio fatto arrabbiare».

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