Laura Vernizzi: «La ritmica rimane il filo conduttore della mia vita»

Olimpiadi 2004 Atene. Laura Vernizzi

Argento alle Olimpiadi di Atene nella ritmica, campionessa del mondo a Baku nel 2005, allenatrice alla Comense, giudice internazionale e creatrice del metodo “Grap” di ginnastica posturale. E poi modella, finalista a Miss Italia, commentatrice e personaggio televisivo, oltre che Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Atene 2004. Italia con Laura Vernizzi
Atene 2004. L’Italia d’argento con Laura Vernizzi (prima a sinistra). In alto, al rientro in Italia


Come in un diamante, sono molte le sfaccettature di Laura Vernizzi, 35 anni compiuti a settembre, comasca, tra le più importanti campionesse di tutti i tempi dello sport di casa nostra come testimoniano i suoi risultati internazionali, ai quali vanno aggiunti, oltre a quelli già citati, le medaglie in Coppa del Mondo e i tanti trofei tricolori di cui anche lei ha perso il conto.

Da qualche mese Laura è tornata operativa sul Lario, come tecnico della Ginnastica Comense, la società che ha raccolto il testimone della polisportiva fondata nel 1872, in cui Vernizzi aveva iniziato fin da bambina a praticare sport. Da qui parte il suo racconto, che spazierà poi tra i tanti ricordi della sua carriera e le esperienze non soltanto agonistiche.
«Sono responsabile del settore ritmica e sono felicissima di questo ritorno – spiega – Ho ritrovato Francesca Pozzetti, con cui praticavo ginnastica agli inizi. Si respira un bel clima, anche grazie al lavoro della società e del presidente Patrizia Bollinetti: non ci manca nulla, anche a livello di spazi, cosa non scontata visto che, anche a Como, altri club hanno seri problemi». Ma il suo impegno non è soltanto con le più giovani. «Alla sera c’è anche un corso per ex ginnaste, con il piacere di ritrovare colleghe, oggi diventate mamme, con cui si torna a fare il lavoro di un paio di decenni fa».
La campionessa comasca nel 2011 si è laureata in Scienze motorie all’Università Cattolica di Milano e come personal coach ha anche creato il Grap (Ginnastica ritmica applicata alla postura) con esercizi benefici per tutto il corpo che sono stati presi dalla sport in cui è stata protagonista ad altissimi livelli. «L’importante – spiega Laura Vernizzi – è reinventarsi ogni giorno e non annoiarsi: se capita si deve subito cambiare».

Ma la ginnastica ritmica rimane il filo conduttore della sua vita. «È una parte enorme di me – afferma – e poi mi ci riconosco ulteriormente perché è uno sport in continua evoluzione». Come detto, la comasca di questa disciplina, oltre che tecnico federale, è giudice internazionale e spesso ne è stata commentatrice in televisione. Proprio sul piccolo schermo Laura, con il gruppo delle Rhyth.mix – compagnia teatrale di cui ha fatto parte per due anni – ha lavorato come corpo di ballo nella trasmissione “Scherzi a parte”, con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Non va poi dimenticata l’esperienza come finalista di Miss Italia nel 2010.

«Come ho specificato, amo fare cose nuove, e sicuramente è stata una bella esperienza, anche per far conoscere la ginnastica ritmica».
Pochi anni prima le due più grandi gioie della carriera sportiva con la squadra, l’argento alle Olimpiadi di Atene 2004 e il Mondiale 2005 a Baku, in Azerbaijan.


«Quello dei Giochi di Atene è un ricordo sospeso nel tempo – ammette Vernizzi – Quando ci ripenso mi sembra di essere lì, di rivivere ogni momento di quella giornata. Ripenso al pre-gara, all’emozione, alle sensazioni provate in ogni fase; mi rivedo prima di andare in pedana, in gara, e poi sul podio».
A Baku giunse una medaglia iridata d’oro storica, la prima per la ritmica italiana. «Non sono una che piange, ma quella volta mi è successo – afferma Laura – Perché ho ripensato a me da piccola, ai sacrifici fatti, al lavoro quotidiano in palestra, a tutti i miei sogni, alle videocassette di campionesse che guardavo. Ed ora stavo io dalla parte delle atlete che avevo sempre ammirato e che speravo di emulare».

A 22 anni, poi, la decisione di staccare dalle gare. «Erano tempi differenti, con allenamenti molto faticosi che davano problemi al corpo. A quell’età si era considerata “vecchia”. Oggi, per fortuna le cose sono cambiate, sotto ogni profilo».
Ma lo spirito di Laura, oggi, è sempre lo stesso, quello che le ha consentito di salire sul tetto del mondo: «Ho sempre voglia di cose nuove e di mettermi alla prova. Ogni giorno riparto con grande carica e forti motivazioni in ogni cosa che faccio» conclude.

Laura Vernizzi
Laura Vernizzi oggi


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