L’autosilo di viale Varese resta un nodo irrisolto

Il Comune di Como ha diffuso ieri i rendering del progetto di  posteggio interrato in viale Varese, opera fortemente sponsorizzata dall’assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino«L’ultima riunione di maggioranza ha prodotto soltanto la “paura del fare”. Non è possibile governare in questo modo. Così non potremo mai disegnare il futuro della città».
Gioacchino Favara, consigliere comunale del Pd, si ferma un istante a riflettere sulla notizia del possibile abbandono del progetto di autosilo interrato in viale Varese. I veti incrociati nel centrosinistra sono ormai un dato di fatto. E rischiano di trasformare in un calvario i secondi 30 mesi di governo del capoluogo.
L’esecutivo alla guida di Palazzo Cernezzi appare, se non bloccato, quantomeno diviso. Scollegato.
Ieri, due newsletter inviate dalla lista Como Civica e dall’assessore Lorenzo Spallino hanno evidenziato un modo di procedere non particolarmente unitario.
L’assessore ha scelto di mettere nero su bianco la sua personalissima “timeline”, quasi a tracciare un bilancio del lavoro fatto talvolta “contro” una parte della stessa maggioranza.
«I fatti sopra il chiacchiericcio» è il titolo che gli estensori della newsletter di Como Civica hanno voluto dare allo schema in cui si raffigurano i “successi” di Spallino: dalla definitiva approvazione del Pgt alla conclusione della pratica ex Trevitex, alla (auspicata) chiusura della vicenda Ticosa, prevista per la metà del prossimo anno. Dell’autosilo di viale Varese nessuna traccia.
E proprio su quest’ultimo progetto ribadisce tutte le sue perplessità Bruno Magatti, storico esponente di Paco e assessore ai Servizi sociali e all’Ambiente, da subito contrario alla realizzazione di un parcheggio sotto viale Varese.
«Io ho espresso una posizione critica su una proposta che è nata come un fungo una mattina, ma sono disponibile al confronto, non ho posizioni rigide e preconcette», premette Magatti.
«Su questo progetto vi sono una serie di questioni di natura non soltanto tecnica e viabilistica che ancora non sono state definite – spiega l’assessore – Per esempio, non è stato ancora detto se i posti auto saranno destinati ai residenti o saranno a rotazione».
Ma il problema principale riguarda il metodo. «Stiamo parlando di un’iniziativa privata su un’area pubblica e in un sottosuolo altrettanto pubblico. Io avrei scelto di partire da un progetto pubblico: preferisco una politica capace di immaginare una visione complessiva della città».

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