Cronaca

Strage di Erba. «Azouz era convinto della colpa di Rosa e Olindo»

altL’avvocato Tropenscovino smentisce il suo vecchio assistito
«Azouz non ha mai avuto dubbi sulla colpevolezza di Rosa e Olindo. Io gli sono stato accanto non solo in primo grado, ma anche in Appello e dopo. Eppure venni a conoscenza dei suoi primi tentennamenti solo il giorno stesso della Cassazione, tanto è vero che rinunciai al mandato».
Roberto Tropenscovino è l’avvocato che rappresentò Azouz Marzouk come parte civile contro Rosa Bazzi e Olindo Romano sia in primo sia in secondo grado.
Nella intervista rilasciata dal tunisino a Radio Padania

, il marito di Raffaella Castagna ha parlato di quei giorni, soprattutto di quando dal carcere di Vigevano arrivò un fax alla Corte d’Assise di Como in cui si segnalavano dubbi sulla colpevolezza dei Romano espressi da Azouz alle guardie nei viaggi tra la cella e il tribunale. Lo stesso Marzouk, sentito quel giorno, negò tutto. Salvo poi, oggi, fare marcia indietro e rivelare che disse il falso alla Corte d’Assise: i dubbi li aveva davvero e già allora.
«Invece le cose non andarono così – rivela oggi Tropenscovino – Quel giorno, prima della sentenza di primo grado a Como, Azouz mi disse chiaramente che le guardie, in merito a quel fax, lo avevano frainteso. Del resto è anche logico che le cose andarono così, perché poi Azouz non fece più accenno a dubbi o altro per tutto l’Appello, in cui ci furono molte udienze, e nemmeno dopo fino al giorno della Cassazione. Insomma, di tempo ne avrebbe avuto per “redimersi”. Ma anche voi giornalisti siete testimoni del fatto che ciò che oggi dice Azouz non è vero: mi sbaglio o era proprio a voi che dichiarava che avrebbe voluto stare in una cella con Rosa e Olindo?».
«L’Azouz pensiero di oggi non è certo una prova – conclude l’avvocato – Se il Marzouk sa qualcosa lo dica, altrimenti fa solo brutte figure».
«Io amareggiato? No – conclude Tropenscovino – Sono contento di non rappresentare più il signor Azouz, e sono contento dell’ergastolo per Rosa e Olindo. Le prove erano schiaccianti. E parlo di prove, non delle esternazioni di Azouz fatte in radio».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Azouz e l’avvocato Tropenscovino nei giorni del processo di Appello a Milano
26 gennaio 2013

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