«Bilancio di Ca’ d’Industria verso il pareggio. Ma la casa-albergo di via Volta va dismessa»

Il presidente Frisoni: «Deficit di 250mila euro per la struttura di Como»
La Fondazione Ca’ d’Industria cambia volto e guarda al futuro. Ma i problemi restano. Primo tra tutti il bilancio in rosso fatto registrare nel 2011. E anche per l’anno in corso la previsione non è delle migliori. «Abbiamo chiuso il 2011 con un passivo di 400mila euro – ha detto il neopresidente della Ca’ d’Industria, Paolo Frisoni, ascoltato ieri pomeriggio in Commissione Affari generali – Per il 2012, pur avendo adeguato le rette ai dati Istat, ipotizziamo di arrivare, con difficoltà, al pareggio».
Altro tema
scottante, l’appalto datato 2010 con cui il servizio mensa della Ca’ d’Industria fu esternalizzato e affidato all’azienda Fms. Contratto che però scatenò polemiche a non finire, dopo l’errore compiuto dal vecchio management della Ca’ d’Industria che conteggiò 182mila pasti annui da pagare ai privati al posto dei 146mila che sarebbero stati necessari. Il tutto con gli esorbitanti costi maggiorati che hanno contribuito agli oltre 600mila euro di passivo nel 2010. «È una situazione difficile, che stiamo valutando. Intanto, ormai da due mesi, abbiamo deciso di pagare solo i pasti effettivamente necessari. Stiamo considerando ogni possibilità con i legali – dice Frisoni – Il 12 marzo avremo un incontro con la Fms. La disdetta del contratto è una strada rischiosa. Stiamo già subendo pressioni per il mancato pagamento di questi mesi». «Soldi da investire non ne abbiamo – dice Frisoni – O puntiamo su lasciti o sulla vendita di beni di proprietà. Abbiamo alcuni terreni, non edificabili, in paesi come Fino Mornasco e Cermenate. Ma non sono molto redditizi. Stiamo pensando di vendere Villa La Solitaria di Albese che ormai è una struttura non più accreditata». Ma ci sono anche altre idee. «Purtroppo la struttura di via Volta che oggi conta solo 13 ospiti (la capienza è di 60) ha un deficit che oscilla sui 250mila euro – dice il presidente – Bisognerebbe dismetterla. Le somme da investire per ristrutturarla sono troppo elevate. Garantiremmo a tutti gli ospiti un’adeguata sistemazione». Su questo edificio il consigliere Vincenzo Sapere (socialista) lancia l’idea di insediare alloggi per gli universitari. Anche sulla Rsa di via Varesina «abbiamo compiuto interventi», conclude Frisoni. «Purtroppo – aggiunge il presidente – finché non completiamo il restante 10% di lavori, non potremo utilizzarla completamente. Pensiamo però di poter chiudere entro 4 mesi. Sono previste alcune opere anche nella sede di via Brambilla, necessarie per assicurarci la possibilità di nuovi ingressi».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il presidente della Fondazione Ca’ d’Industria, Paolo Frisoni, in carica dall’autunno scorso

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