«Bisogna intervenire al più presto. Non possiamo aspettare l’autunno»

Il primo cittadino
«Se basta un semplice temporale estivo per riempire la piazza di liquami, vuol dire che il problema è grosso. E che bisogna intervenire al più presto». Il violento ma tutto sommato breve acquazzone che ieri ha di nuovo trasformato il salotto di Como in una fogna a cielo aperto preoccupa il sindaco del capoluogo, Mario Lucini. Geologo di professione, il primo cittadino non nasconde la complessità del problema. E la necessità di capire al più presto quale occlusione o malfunzionamento
della rete fognaria provochi la maleodorante invasione di liquami che ormai si verifica con cadenza mensile. L’ultimo episodio risale all’inizio di giugno.
«A questo punto bisogna intervenire per forza – afferma Lucini – Pensavamo di evitare operazioni invasive durante l’estate, però, se basta un temporale per scatenare tutto ciò, bisogna fare qualcosa al più presto e non aspettare l’autunno. Anche perché oltre alle acque nere fuoriescono pure sostanze oleose che rendono la superficie della piazza scivolosa e pericolosa».
Secondo Lucini, «negli ultimi due o tre anni è successo qualcosa che ha alterato il funzionamento della rete fognaria». Il sindaco si riferisce al cantiere delle paratie: «Un nesso temporale tra i lavori sul lungolago e l’aumentata frequenza di simili episodi esiste, resta da dimostrare che il nesso sia anche causale. Un’ipotesi ragionevole, ancora da verificare, è che gli assestamenti del suolo conseguenti al cantiere abbiano in qualche modo modificato l’inclinazione di una o più condotte, compromettendo il funzionamento della rete quando i volumi da smaltire sono notevoli».
Per capire che cosa avviene nel sottosuolo saranno necessarie video-ispezioni della rete, nella speranza di individuare il problema senza dover scoperchiare l’intera piazza.

Marcello Dubini

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