Reportage

Il Liceo Volta in bilico: «Cambiare è giusto, ma il blasone non si tocca»

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Parlano studenti e impiegati
Intanto a Monticello Brianza (Lecco) il classico è stato chiuso definitivamente

Lungo i corridoi del Volta è palpabile la tensione per gli esami in corso.
Fuori dal liceo, gli studenti che finalmente hanno superato l’ultima prova – ma anche quelli ancora in attesa di terminarlo – parlano volentieri del futuro della loro scuola. Tutti, naturalmente, sono a conoscenza di ciò che potrebbe accadere già a partire dal prossimo anno e la maggior parte degli intervistati non lo giudica positivamente. Ben venga l’avvio di nuovi corsi più

vicini e attenti alla realtà lavorativa. Condivisa da tutti la necessità di una maggior attenzione per le lingue straniere. Ma il blasone del Volta non deve essere messo in discussione.
«Affronterò la maturità l’anno prossimo – dice Riccardo Cavadini – e sinceramente mi seccherebbe concludere il mio corso di studi in un istituto diverso da quelle che è oggi il Volta. Sul diploma voglio veder scritto “Liceo classico Alessandro Volta”. Mi sono iscritto in una scuola e tale dovrà essere anche in futuro». Molti gli interrogativi e i dubbi sul domani.
Anche da parte di chi nell’istituto ci lavora.
«Sono impiegato qui ormai da 4 anni. Sinceramente le ultime notizie sono preoccupanti. Speriamo si possa risolvere positivamente l’intera vicenda», interviene Andrea Noseda.
«In effetti, negli ultimi anni abbiamo visto un netto aumento del numero degli iscritti negli istituti tecnici. Queste scuole risultano essere più vicine alla realtà del mondo del lavoro. A mio avviso è necessario, per il futuro del Volta, incrementare le ore di matematica, fisica e informatica. Basilare anche l’inserimento di una seconda lingua straniera. Insomma, ben venga – e noi ci teniamo molto – il prestigio del Volta. Latino e greco sono materie fondamentali ma ci vuole forse una maggior apertura. Un respiro più europeo per non soccombere», dice Simone Gargenti.
«La nostra scuola è rimasta a metà strada. Il prestigio e le materie umanistiche da sole, purtroppo, non bastano più – dice Giacomo Tumminelli – Soprattutto ora, in questo momento di profonda crisi, è vitale il cambiamento. Ci vuole più vicinanza alla realtà, senza per tale motivo tralasciare il greco o il latino».
«Abbiamo bisogno di corsi più orientati alla tecnologia. Vogliamo più spazio per le lingue straniere», conclude Andrea Clerici. Intanto, però, c’è chi sta vivendo una situazione decisamente complicata. Si tratta dei ragazzi delle classi quinta ginnasio e prima liceo del Classico di Villa Greppi a Monticello Brianza che, in base a una recente decisione del provveditorato, verranno chiuse a partire dal prossimo anno, costringendo i ragazzi a cambiare istituto. «L’unico altro liceo Classico pubblico nella provincia è il Manzoni di Lecco – si legge in una lettera degli studenti – troppo lontano per molti di noi e con posti limitati. I tagli e le poche iscrizioni sono la causa di tutto ciò».

F. Bar.

Nella foto:
Riccardo Cavadini
27 giugno 2013

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