«Campus, le università dicano che cosa vogliono fare»

La provocazione – Sul futuro dell’area del San Martino l’assessore alla Pianificazione urbanistica chiama in causa i vertici dei due atenei lariani
Spallino: «Il Comune ha fatto la propria parte, ci spieghino da qui a vent’anni quale sarà lo sviluppo delle varie sedi»
Il rettore dell’Insubria l’ha bocciato definitivamente, il sindaco, Mario Lucini, l’ha definito «un’idea tutt’altro che tramontata», il rettore del Politecnico l’ha auspicato. Il campus
al San Martino continua far discutere e questa volta è l’assessore alla Pianificazione urbanistica di Palazzo Cernezzi a dire la sua. E sono parole pesanti, che chiamano in causa direttamente i vertici dei due atenei presenti in città.
«Il Comune ha fatto quello che doveva fare – scrive l’avvocato Lorenzo Spallino nella sua newsletter – Ora tocca alle università darci una linea temporale che dica da qui a vent’anni (senza impegno…) quale sarà lo sviluppo delle sedi universitarie in città». Insomma, gli atenei facciano sapere al Comune di Como che cosa intendono fare con le loro molteplici sedi disseminate in tutta la convalle. Si tratta di una ventina di strutture, tra edifici veri e propri e spazi più limitati (come per esempio aule o laboratori), di proprietà di Insubria o Politecnico oppure concessi in uso gratuito o affittati ai due atenei lariani.
«Le dichiarazioni del nuovo rettore dell’Università dell’Insubria, Alberto Coen, a proposito del campus nell’area dell’ex ospedale psichiatrico (“No grazie, è troppo tardi”) hanno dato adito a qualche allarmata dichiarazione – sottolinea l’assessore Spallino – Quella di UniverComo, per cui il progetto Campus procede, quella del prorettore di Scienze, che sollecita le amministrazioni a concludere e quella dell’Accademia Aldo Galli, pronta a investire 1,6 milioni di euro nel trasloco». Nei giorni scorsi Salvatore Amura, presidente e amministratore delegato dell’Accademia di Belle arti, ha dichiarato di considerare il San Martino «un luogo ideale per i nostri imminenti progetti di ampliamento». Tra le reazioni, da segnalare anche la presa di posizione di Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano: «San Martino è la localizzazione più corretta per un campus e quindi auspico che su questo progetto possano convergere tutte le forze della città».
L’avvocato Spallino, dopo aver ricordato che «del campus al San Martino se ne parla da più di dieci anni», puntualizza che «nel frattempo il Comune ha fatto quello che doveva fare: ha cioè inserito nel Piano di governo del territorio le previsioni necessarie perché il progetto del campus possa trovare accoglienza senza necessità di varianti urbanistiche».
«A questo punto cosa manca?», si chiede Spallino. La sua risposta è netta: «Manca una pianificazione dall’altra parte del fiume, quella delle università, alle quali ho chiesto, tramite il Presidente di UniverComo (Giacomo Castiglioni, ndr) di avere una cosa molto semplice: una linea temporale che dica da qui a vent’anni (senza impegno…) quale sarà lo sviluppo delle sedi universitarie in città».
Secondo Spallino «di tutto si può parlare meno che di progettualità nella collocazione dell’università a Como», viste le tante sedi in cui sono suddivisi i due atenei. «Va benissimo il San Martino – aggiunge l’assessore – va benissimo valorizzare le sedi esistenti nell’ottica della loro dismissione, è apprezzabilissimo il progetto del completamento del recupero di Sant’Abbondio (parco compreso), ma quali sedi pensiamo di dismettere e quando? A questa domanda – conclude Spallino -il Comune non può dare una risposta. Devono darla le università. E alla risposta ha diritto la città».

Marcello Dubini

Nella foto:
Lorenzo Spallino

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