«Caradonna stia zitto, non può insegnare nulla»

Duro botta e risposta tra l’amministratore e il suo predecessore
Piano neve: Molinari risponde deciso alle accuse del suo compagno di partito
«Caradonna farebbe meglio a non parlare. Non è in grado di comprendere la reale portata della situazione». Parola di Stefano Molinari, assessore alla Viabilità di Palazzo Cernezzi. Si infiamma il botta e risposta tra l’ex amministratore comunale e l’attuale assessore.
Uno scambio di stilettate che riserva ogni giorno una nuova puntata. Terreno di scontro: la gestione dell’emergenza neve. Per il 2011 le risorse a disposizione sono calate drasticamente rispetto al passato: 250mila

euro fino al 31 dicembre, altri 250mila fino al 31 marzo 2012. Ben 800mila euro in meno rispetto alla stagione invernale precedente. Ragione per cui il piano neve non potrà coprire tutto il territorio in caso di forti precipitazioni.
Un taglio di budget dovuto alla crisi e al mantenimento del patto di stabilità, che l’ex assessore Caradonna ha pesantemente criticato. Parole intinte nel veleno. «Anche ai miei tempi esisteva il problema del reperimento di ingenti somme – ha detto Caradonna – Però non mi sono mai arreso prima di dare battaglia. Mi sembra inconcepibile dire già ora che non si può fare niente».
Ragionamento che non è andato giù a Molinari. «Lo ripeto: è stata una scelta obbligata. Imposta dagli uffici e dalla giunta, che ha votato gli stanziamenti attuali. Il patto di stabilità non lascia margini di operatività. Non serve che Caradonna si riempia la bocca di parole inutili – contrattacca Molinari – La cifra è fissa e non si può andare oltre. Io stesso avevo richiesto almeno 750mila euro. Ma non c’è stato niente da fare. La matematica non è interpretabile. I numeri sono questi. E ribadisco anche come, in una situazione simile, sia preferibile salvaguardare altri settori più importanti».
È un fiume in pena, Molinari. «L’ex assessore Caradonna ai suoi tempi, e anche io all’inizio del mio impegno, non dovevamo attenerci rigidamente al patto di stabilità. Anche la situazione economica era differente. È troppo semplice parlare ora – rincara la dose Molinari – E sinceramente il mio predecessore non ha nulla da insegnarmi».
Rispedito al mittente anche un altro “suggerimento” di Caradonna, il quale aveva invitato il suo successore a non arrendersi subito, ma a chiedere aiuto alle associazioni, al mondo del volontariato e alla Protezione civile. «È ciò che è stato già fatto – dice Molinari – Ho anche coinvolto i profughi che verranno utilizzati, gratuitamente, per spalare la neve. E, con loro, saranno in servizio anche gli Alpini. Ho suddiviso la città in percorsi differenti che verranno assegnati alle squadre al lavoro. Gruppetti che andranno a coprire sia il centro sia la periferia».
Risponde colpo su colpo l’assessore Molinari. «Io faccio il mio lavoro. E lo eseguo nel miglior modo possibile considerando, soprattutto, l’attuale situazione. E, sinceramente, non capisco perché si voglia a tutti i costi intervenire a sproposito», specifica sempre l’assessore alla Viabilità del Comune di Como. Questo ulteriore battibecco conferma la tensione esistente tra i due.
Una situazione nata nell’autunno del 2009, quando Stefano Molinari chiese le dimissioni di Caradonna dopo il caso del muro. E da quel momento i rapporti si incrinarono sempre di più. «Io lavoro. Insieme con gli uffici si cerca di intervenire nel miglior modo possibile. Forse Fulvio Caradonna, nonostante sia sempre più spesso in Comune, ormai non ha più ben presente la realtà che stiamo vivendo».

Fabrizio Barabesi

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