Cronaca

«C’erano indizi di colpevolezza»

L’altro ex esponente di giunta Scopelliti
(m.pv.) Sul concorso dei vigili del novembre 2007 si erano già espressi i giudici del Collegio del processo principale. Parole chiare e trancianti, nella motivazione della sentenza di primo grado a carico del segretario dell’ex assessore Scopelliti, che chiamavano in causa proprio i politici.
«I soggetti a carico dei quali sono emersi indizi di reità, i principali responsabili della fuga di notizie» – sostenevano i giudici lariani – sono gli ex assessori del Comune di Como Paolo Gatto e Francesco Scopelliti. «Furono loro», sempre secondo il Collegio, a diffondere le tracce del concorso dei vigili nel novembre del 2007, anche se poi non finirono tra «gli imputati del processo». Paolo Gatto, come è possibile leggere nell’articolo a lato, alla fine in aula c’è giunto ed è stato condannato a sei mesi. Sempre esterno alla vicenda è invece rimasto Scopelliti che fu convocato in Procura come persona informata sui fatti, quando in realtà avrebbe dovuto esserlo come indagato (quindi assistito da un avvocato). Per questo (complesso) motivo, l’ex assessore alla Sicurezza del Comune di Como è stato assolto dall’accusa di aver dato false informazioni al pm, mentre ormai è prescritto il reato “giusto”, quello sulla rivelazione di segreti d’ufficio per cui avrebbe dovuto essere perseguito proprio come Gatto. E nelle motivazioni dell’assoluzione, depositate nelle scorse ore, si legge infatti che «a carico di Scopelliti erano emersi indizi di reità quale primo e principale responsabile della fuga di notizie per cui Polimeni è stato condannato».

30 maggio 2014

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