«Chi ha ucciso Lidia decade al rango di animale. Questo è il dolore delle persone perbene»

altIl parroco di Mozzate
Durante il funerale, pochi fiori e molte offerte a chi è contro il femminicidio

Mancava una manciata di minuti alle 15, ieri, quando la salma di Lidia Nusdorfi è arrivata davanti alla chiesa di Sant’Alessandro a Mozzate. Non ci sono fiori sul percorso dell’ultimo cammino della giovane donna uccisa dal suo ex compagno. Solo una corona di gigli e di grosse gerbere multicolori posta sulla bara per dare un po’ di consolazione al dolore dei presenti. I familiari hanno espresso l’esplicita volontà di lasciare una donazione alle associazioni che si occupano di femminicidio. In tanti hanno accolto questa richiesta e hanno inserito la loro offerta nello scrigno di legno con tre calle dipinte posizionato all’ingresso della parrocchiale, di fianco all’epigrafe di Lidia. Alle 15 precise, al termine della recita del rosario, don Luigi Alberio ha dato inizio alla cerimonia funebre.

«La sua morte ci ha lasciati atterriti, costernati, amareggiati – ha esordito nell’omelia, che ha fatto seguito alla lettura del Vangelo di Matteo sulle Beatitudini – La vita è un dono di Dio, di un uomo e di una donna. Nessuno la può toccare, nessuno più inferire. Questo dono va custodito, rispettato, reso sempre più dignitoso. Lidia è stata vittima della follia di un uomo al quale della vita sua e degli altri non importa un bel niente, ma l’ha addirittura disprezzata. Costui decade al rango di un animale».
Parole dure quelle pronunciate dal parroco, che nella consapevolezza dei toni assunti ha aggiunto: «Sono parole forti che non ci consolano. Non è lo sfogo amaro e acido di chi subisce queste cose. È il dolore comune di tutte le persone perbene che vogliono sostenere il diritto alla vita, il rispetto delle persone, delle donne. Ti consegnamo a uno che ti vuole bene e ti parla di amore, di benevolenza e di misericordia. Ti abbraccia, e il suo abbraccio è diverso dagli uomini che vogliono avere e possedere. È un amore che dona».
Don Luigi ha poi rivolto il suo pensiero ai familiari e ai due bimbi di Lidia. «Quest’amore non tenerlo solo per te. Distribuiscilo ai tuoi figli, pensali e amali ancora anche dal Paradiso. Aiuta chi rimane a costruire rapporti buoni e generosi. Ispira chi ti è stato accanto. Noi che piangiamo Lidia e le donne morte come lei preghiamo perché non ci sia una perdita di valori. Perché la diversità non abbia terreno fertile. Condanniamo il male, amiamo le persone, condanniamo i malavitosi. Fa’ in modo che cresca il seme che per te è già maturato in maniera repentina e deve rimanere testimonianza di tutti noi».
Il suo “ciao Lidia, a presto” è arrivato dritto al cuore in un silenzio spezzato solo dalle lacrime dei fedeli. Anche il sindaco, Luigi Monza, ha voluto ricordare Lidia con la lettura dall’altare di una lettera e di una poesia.
In molti, sul sagrato della chiesa, si sono avvicinati alla nonna per esprimerle vicinanza. Carezze e abbracci sinceri che non sono riusciti a calmare il dolore di una nonna che vede morire la propria nipote. Lidia intanto, accompagnata da un corteo silenzioso, ha raggiunto il cimitero nel suo ultimo cammino terreno.

 

Laura Omodei

Nella foto:
Immagine del funerale di Lidia Nusdorfi celebrato ieri a Mozzate (foto Dps)

 

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