Elezioni 2012

«Ci assumiamo le responsabilità. Ma non siamo capri espiatori»


Butti: «La società civile? Dalle categorie non è arrivato granché»
Una conferenza stampa dai due volti, quella tenuta ieri dal coordinatore provinciale del Pdl, Alessio Butti, e dal suo vice, Patrizio Tambini. Da un lato, l’ammissione inevitabile della pesante sconfitta a Como e del risultato deludente di Cantù, mitigata soltanto dalla netta affermazione di Marcella Tili a Erba. Dall’altro, il rilancio della questione del congresso del partito, visto come sede ideale per il confronto finale con la corrente interna storicamente avversa (i liberal di Gianluca Rinaldin)
. Nel mezzo, stoccate più o meno pesanti alle categorie economiche, all’ex assessore Sergio Gaddi e, almeno in parte, anche al nuovo sindaco Mario Lucini.
La partenza ha toni forti. «Il coordinamento provinciale (lo stesso Butti e Patrizio Tambini, ndr) – ha affermato il senatore – non si sente capro espiatorio di nulla. Ci siamo assunti le responsabilità chiarissime con coraggio, dignità e senso dell’onore. Comunque confermo che rimettiamo il nostro mandato nelle mani del coordinatore nazionale Alfano. Deciderà lui cosa fare».
Butti ha lungamente ripercorso le tappe che hanno portato alle primarie e alla candidatura a sindaco di Laura Bordoli. E non sono mancate le stoccate.
«Con il senno di poi sono tutti bravissimi – ha affermato Butti – Eppure, in estate avevamo già iniziato il confronto con le categorie e le associazioni per mettere a punto un programma condiviso e convincente. Ma da questi soggetti non è arrivato granché. Poi abbiamo valutato lo strumento delle primarie: e alla fine, mentre si diceva che si sarebbero svolte in tutta Italia, le abbiamo fatte solo a Como». Ha insistito molto, il coordinatore provinciale del Pdl, sul tema della ricerca del candidato sindaco. «Ci siamo dannati per cercare un candidato – ha affermato Butti – Abbiamo avuto colloqui interessanti, altri stupefacenti. Qualcuno (il riferimento è parso a Enrico Gelpi, ndr) voleva candidarsi senza le primarie, altri hanno fatto dichiarazioni stucchevoli (Maurizio Traglio?, ndr). Alla fine abbiamo puntato su una figura nuova, Laura Bordoli. E abbiamo fatto “pulizia” nella lista, oltre a rifiutare ogni apparentamento al secondo turno per coerenza. Non abbiamo mai ceduto a compromessi».
Eppure, non è servito: il 74,84% di Mario Lucini contro il 24,16% della Bordoli rappresenta una sconfitta storica. «Ma basta dire che è stato il peggior risultato di tutta Italia – ha ribattuto Butti – Noi almeno, a Como, al ballottaggio ci siamo arrivati, in molti altri posti no. Detto questo, riconosciamo la sconfitta». Non senza, però, un sassolino gettato nella scarpa altrui. Quella di Mario Lucini, per la precisione.
«Lucini conta su 21mila voti – ha sottolineato Butti – Bruni, 5 anni fa e al primo turno, vinse con 25mila. Qualcosa, evidentemente, non funziona. Direi che, con un’astensione vicina al 60% e soltanto 21mila voti, mi sembra un’elezione triste quella del nuovo sindaco».
Anche ieri mattina è riecheggiata forte la richiesta di un congresso provinciale dove, anche alla luce dei risultati elettorali, le correnti del Pdl possano contarsi. Visto anche che, a urne ancora “calde”, il consigliere regionale Gianluca Rinaldin ha attaccato frontalmente sia Butti che Tambini, indicandoli come responsabili (con Stefano Bruni) della disfatta nel capoluogo.
«Non risponderemo più alle provocazioni a mezzo stampa dei soliti noti – ha ribattuto il senatore – L’importante è che ogni tesi possa finalmente avere un congresso per essere espressa e per trovare una nuova leadership. Ricandidarmi io? Vedremo. Per qualcuno che chiede il commissariamento, molti chiedono sanzioni per chi non ha rispettato le regole (l’obiettivo è Sergio Gaddi, ndr)».
Il vice Patrizio Tambini ha parlato di numeri. «Al ballottaggio di Como si sono presentati quasi 10mila votanti in meno rispetto al primo e questo ci ha penalizzato. Inoltre, nonostante Laura Bordoli abbia preso 2mila voti in più rispetto al primo turno, probabilmente gli elettori di Gaddi e della Veronelli si sono astenuti. Tutto questo mentre Lucini ha sommato ai suoi voti quelli dell’area Patelli-Supino-Molteni e forse la maggioranza dei sostenitori di Rapinese. Ecco come si può spiegare, almeno in parte, il voto a Como».

Nella foto:
I vertici
Da sinistra, il coordinatore provinciale del Pdl e senatore Alessio Butti. Al suo fianco, il vice Patrizio Tambini. I due, alla luce soprattutto dell’esito elettorale nel Comune di Como, hanno rimesso il loro incarico nelle mani del coordinatore nazionale del partito, Angelino Alfano (Mv)
23 maggio 2012

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto