«Cittadini già tartassati dai tagli»

Mauro Antonelli, rappresentante del Codacons
«Mi sembra un’operazione inutile». Mauro Antonelli, responsabile provinciale del Codacons, liquida in poche parole la novità introdotta dalla Regione. «Il vero problema è che in questi anni i servizi sanitari sono stati continuamente tagliati e ridotti, facendo leva sulla necessità di ridurre gli sprechi – sottolinea Antonelli – Oggi i cittadini devono fare i conti con ticket sempre più cari, con ospedali che dimettono i pazienti in fretta per liberare i letti, con un crescente numero di
farmaci a carico delle persone ammalate. Che cos’altro si pretende ora dai consumatori? Se sono ammalati, hanno diritto a cure appropriate, non è un loro problema sapere quanto costano le prestazioni sanitarie che ricevono».
Secondo il responsabile del Codacons, «per risparmiare le Regioni dovrebbero piuttosto concentrarsi sugli appalti e sulle politiche di accreditamento delle strutture sanitarie». Anche perché, sul fronte dei pazienti e dell’assistenza, «la spesa è già stata ridotta all’osso».
«Ormai i medici di famiglia prescrivono pochi esami ed è sempre più difficile fare prevenzione – afferma Antonelli – I dottori non riescono più a svolgere il loro lavoro con serenità perché sono intimoriti: sentono la pressione del sistema sanitario sul fronte dei costi».
«I medici di famiglia e le guardie mediche, inoltre, escono raramente a visitare i pazienti – conclude il responsabile del Codacons – Eppure loro rappresentano la prima linea del servizio sanitario. La conseguenza è che molti ammalati vanno direttamente al pronto soccorso, intasando le strutture di emergenza, con un aggravio di costi per il sistema sanitario stesso».

Marcello Dubini

Nella foto:
Cittadini in coda per prenotare e pagare esami e visite specialistiche. I costi del servizio sanitario diventano sempre più elevati

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