Cronaca

«Como non ha un suo piano di sviluppo. E il lungolago resta una ferita inaccettabile»

altPolitica e territorio
Corrado Passera ha partecipato ieri a Villa Erba al primo “Energy Forum”
(da.c.) Ha definito gli 80 euro in busta paga promessi da Matteo Renzi una «quasi elemosina». Ha ammesso che «gli ultimi 4 governi, compreso quello in cui ero io, poco hanno fatto o nulla per lo sviluppo del Paese». E ha tracciato un quadro fosco del futuro: «Ci stiamo avvitando – ha detto – Anche perché siamo ormai un Paese in cui 10 milioni di persone hanno problemi seri con il lavoro».
Corrado Passera, manager comasco con alle spalle una brillantissima carriera nell’impresa pubblica

e privata, ha scelto la politica come scenario su cui proiettare il suo futuro.
A febbraio ha dato vita a “Italia Unica”, un movimento che a giugno si darà regole e organizzazione per diventare vero e proprio soggetto politico.
Ieri Passera ha partecipato al primo Energy Forum organizzato a Villa Erba, a Cernobbio. A margine del suo intervento, Passera ha accettato di rispondere a qualche domanda sull’attualità politica ma anche sulla realtà territoriale lariana, cui rimane pur sempre molto legato.
«Como può immaginare il suo futuro a partire da una identità precisa. Al momento, non si può dire che la nostra città e il territorio nel suo insieme abbiano trovato un “dopo” rispetto al grande allungo del glorioso periodo della seta, che peraltro resiste ma non come in passato», ha detto l’ex ministro.
Ciò che manca al Lario, ha insistito Passera, è «un piano di sviluppo organico. Nel futuro di Como c’è sicuramente una parte di industria, c’è la ricerca, ci sono l’università e il turismo, che io metto tra i primissimi punti. Ma c’è anche un grande spazio per le forme di artigianato quasi industriale e post-industriale e la promozione di start-up. Il Lario ha dimostrato di essere un luogo ideale, un ecosistema fertile e facilitante per il grande mondo delle start-up. Il futuro di questo territorio non sarà in un solo settore ma serve, come ho detto, un progetto che attualmente manca».
Expo 2015 potrebbe aiutare, anche se «il futuro di Como non può essere legato ad alcuna specifica iniziativa per quanto essa sia importante. Quindi, nemmeno ad Expo 2015 che pure nel periodo di svolgimento potrà dare un beneficio alla Como turistica».
Sempre con lo sguardo rivolto a Como, Passera si è soffermato sulla questione lungolago: «Una ferita terribile su cui mio fratello (Antonello, morto il 9 aprile 2013, ndr) ha passato una parte degli ultimi anni della sua vita e che non ha visto soluzioni accettabili di alcun genere – ha detto l’ex ad di Intesa Sanpaolo – Oggi mi pare che l’amministrazione comunale in carica abbia la determinazione e le idee per chiudere almeno la fase di assestamento del problema. Ci hanno messo la faccia, come si dice, e questo mi fa piacere, perché è una cosa di enorme importanza per la città».
Passera ha poi parlato di Europa e di politica nazionale. «È assurdo che in campagna elettorale vi sia la totale mancanza di dibattito serio sui temi europei, sulle istanze che vogliamo portare nel Parlamento Europeo e sui temi che vogliamo mettere al centro della presidenza italiana del semestre. L’Europa deve fare passi importanti su mercato comune, politiche dell’euro, politiche dell’immigrazione e della difesa, politiche dello sviluppo abbandonando la sola austerità. Tutte cose trascurate da una politica che guarda soltanto al proprio ombelico».
L’Italia, ha concluso Passera, è divisa oggi «tra due rappresentanze politiche che non soddisfano la grande maggioranza del Paese il quale deve trovare presto un suo riferimento».

Nella foto:
Corrado Passera ha fondato a febbraio di quest’anno il movimento politico “Italia Unica”
18 Mag 2014

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