Giampà suona la carica: «Como senza limiti»

Calcio – Domenico Giampà, autore della rete decisiva domenica scorsa a Reggio Emilia, è convinto delle potenzialità della squadra: «Abbiamo un gruppo di qualità»
Domenica match-clou allo stadio Sinigaglia: arriva la capolista Lecce
«Questo Como non deve porsi limiti». Parole di Domenico Giampà, classe 1977, calabrese di Girifalco, l’uomo che domenica scorsa ha regalato il successo agli azzurri nella trasferta di Reggio Emilia. Uno 0-1 di grande importanza, sia per la classifica, sia perché è arrivato nella settimana in cui i lariani sono stati penalizzati di un punto per la famosa vicenda della fideiussione estiva.
Insomma, serviva qualcosa di importante per il morale, quella vittoria che è effettivamente arrivata
. E il merito va al gol dell’esperto centrocampista. «Segnare è sempre una grande soddisfazione – afferma Domenico – la cosa più bella del gioco del calcio. E ovviamente la gioia è anche maggiore se poi una rete è decisiva».
Giampà non è un goleador, ma qui sul Lario ci ha preso gusto. «Diciamo che ora ho quella freddezza che mi mancava da giovane, quando magari arrivavo sottoporta e non avevo la necessaria lucidità». E in azzurro Domenico si rivede in un compagno di squadra: «Mi riferisco a Antonio Gammone – spiega – ha grandi potenzialità e mi rivedo giovane in lui. Per questo gli dico sempre di cercare di essere lucido quando si trova sottoporta e di lavorare per migliorarsi costantemente».
Storia curiosa quella di Domenico Giampà. La scorsa estate era arrivato ad allenarsi con gli azzurri mentre cercava una sistemazione; ma, considerando che la società aveva deciso di puntare solo sui giovani, un suo ingaggio era stato escluso.
Ma sono stati proprio i compagni di squadra a chiedere a gran voce di tenerlo qui, dopo aver visto in allenamento la sua determinazione. «Qualcuno – dice ridendo – ha affermato che gli altri giocatori mi hanno fatto da procuratore. Io avevo semplicemente chiesto di potermi preparare con una squadra di categoria perché avevo richieste in Prima Divisione e volevo trovare il ritmo giusto. Poi si è creata l’opportunità di rimanere e ovviamente sono stato ben felice di porter dire di sì».
Anche perché, in fondo, Domenico Giampà si sentiva predestinato al Como. «Quando ero al Modena, pochi anni fa – spiega il centrocampista – a mia moglie dicevo spesso che volevo concludere la mia carriera in una squadra in riva al lago. A dire il vero avevo pensato al Lugano, ma Como mi va benissimo, anche perché qui ho tanti parenti. Non era per me una realtà nuova».
E le prospettive di questa squadra, in cui lui ed Andrea Ardito hanno il ruolo di “chioccia”, quali possono essere? «In rosa ci sono tanti giovani che hanno una grande opportunità in un club glorioso, con una società che ha il progetto di andare in B entro tre anni – afferma Domenico – Io dico che non possono sprecarla. Quindi non ci si deve esaltare troppo quando le cose vanno bene, non deprimersi quando vanno male e lavorare sempre, ascoltando mister Silvio Paolucci, che vuole questa squadra sempre propositiva. Questa è la strada giusta per raggiungere risultati importanti, anche perché non ci mancano elementi di qualità, che poche altre nostre avversarie hanno».
E domenica arriva la capolista Lecce: «Non dobbiamo porci limiti o pensare che di fronte ci sia una corazzata. Si parte da 0-0 e dovremo dimostrare che questo Como può recitare un ruolo importante contro quella che tutti considerano la squadra più accreditata per il successo finale in campionato».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Domenico Giampà con la maglia del Messina, con cui ha anche giocato in serie A

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