«Conservate le ricevute dei versamenti per 5 anni»

Il responsabile del Codacons: «Nel nostro sistema purtroppo l’onere della prova spetta a chi ha già pagato»
«È la più massiccia ondata di contestazioni sul bollo che ricordiamo. Finora la più grande era stata quella di gennaio 2011, con 131mila cartelle su Milano. Ora, invece, la Regione sta segnalando sul capoluogo lombardo oltre 275mila posizioni». Più di 45mila cartelle arriveranno però in provincia di Como (quasi una ogni 10 residenti), e le prime segnalazioni hanno già raggiunto gli uffici del Codacons, associazione a tutela dei diritti del consumatore.
«Qualcuno ci ha chiamato – dice

Mauro Antonelli, responsabile del Codacons di Como – chiedendo come fare in caso di contestazione sui bolli. Senza la ricevuta, purtroppo, dimostrare l’avvenuto pagamento è difficile».
Sui comaschi sta quindi per cadere una raffica di contestazioni. Togliendo anziani e bambini, un automobilista su 10 riceverà l’odiata lettera dalla Regione. Un dato che trova conferma nei comunicati del Pirellone, secondo i quali «il 10% dei veicoli immatricolati nel 2008 non risulta a posto con il bollo».
Una percentuale troppo elevata, secondo Antonelli. «Se esiste un capitolo su cui il fisco difficilmente sbaglia, è il bollo. Dubito che così tanti comaschi non abbiano pagato o abbiano sbagliato a pagare: perciò, consiglio a tutti di armarsi di ricevuta, fondamentale nel caso in cui arrivasse una contestazione a chi è in regola col pagamento. Queste ondate di contestazioni – continua – sono periodiche. Ogni 6 mesi, di solito. Ne ricordo in particolare una massiccia a giugno 2008, un’altra imponente a gennaio 2011. Questa, però, mi pare la più corposa di tutte. In altre occasioni, per dimostrare di aver pagato il bollo o per avere delucidazioni, si doveva chiamare un numero con prefisso 199, che costava un occhio della testa. Questa volta la Regione ha avuto la decenza di mettere a disposizione un numero verde».
Il consiglio del responsabile del Codacons è semplice: «Tenere sempre la ricevuta per 5 anni, in modo da poter dimostrare il pagamento. Con la pubblica amministrazione c’è una sorta di inversione dell’onere probatorio. È il cittadino a dover dimostrare di essere “innocente”, un’assurdità».
Un altro consiglio del Codacons, esteso a tutti i pagamenti che possono essere contestati, è di “lasciare traccia”: una bolletta domiciliata su un conto corrente, ad esempio, lascerà sempre traccia del pagamento.
Il bollo, peraltro, è una tassa che il Codacons contesta, almeno nel metodo con il quale viene esatta. «Si parla tanto di patrimoniale, ma il bollo dovrebbe funzionare come una patrimoniale sull’auto. Oggi pagano di più le auto di grossa cilindrata, alcune delle quali però sono molto vecchie e hanno uno scarso valore. Credo che il bollo di un’auto dovrebbe essere commisurato al costo della vettura – conclude Antonelli – Se chi può permettersi una supercar da 400mila euro pagasse 4mila euro di bollo, ad esempio, non mi scandalizzerei».

Nella foto:
Il Codacons consiglia di conservare le ricevute di pagamento

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.