Cronaca

«Corsi internazionali e alloggi per studenti»

alt Inaugurato l’anno accademico
Il rettore: «Basta tagli lineari, più autonomia agli atenei»

(f.bar.) L’Università dell’Insubria mette radici sempre più profonde nel territorio. Si consolida e, in occasione dell’inaugurazione del 16° anno accademico, guarda avanti. Pur avendo risentito, come tutti gli altri atenei, della crisi economica. E ieri mattina, in un’aula magna gremita, i discorsi ufficiali si sono concentrati sulle sfide future.
A partire dall’internazionalizzazione che «per non essere uno slogan vuoto dovrà avere obiettivi concreti, come ad esempio, accordi di rilascio

di doppio titolo con prestigiose università estere», spiega il rettore Alberto Coen Porisini. Spazio inoltre alla modernizzazione dell’amministrazione grazie alle tecnologie informatiche. E massima attenzione agli studenti con un ampliamento dei servizi offerti «che devono andare dagli alloggi per i fuorisede alla individuazione di spazi dove poter studiare, a moderni laboratori fino ad arrivare alla stesura di una vera e propria Carta dei servizi», aggiunge il rettore. Infine, un necessario rilancio degli investimenti per la ricerca.
Obiettivi che devono però fare i conti con la ristrettezza delle risorse a disposizione degli atenei italiani. Negli ultimi cinque anni il Fondo di finanziamento ordinario è diminuito di quasi il 15% e il numero di docenti universitari è calato di 12mila unità.
«Il risultato è sotto gli occhi di tutti. L’Italia è stabilmente agli ultimi posti tra i Paesi Ocse per quanto riguarda gli investimenti in formazione universitaria e ricerca.
La percentuale di laureati in Italia nella fascia di età tra i 25 e 34 anni è pari al 20% della popolazione a fronte del 40% e più dei Paesi attorno a noi – sottolinea il rettore – Il numero di addetti alla ricerca in Italia è pari a 4 unità ogni 1.000 occupati, a fronte dei 9 su mille della Francia, 8 su mille della Germania e del Regno Unito, 7 su mille della Spagna. Per passare da 4 addetti a 5 ogni mille abitanti, e comunque continuare a rimanere fanalino di coda, sarebbe necessario assumere altri 20mila ricercatori». Da qui l’inevitabile fuga dei cervelli.
«Nonostante ciò il nostro sistema universitario è ancora una delle eccellenze del nostro Paese tanto che l’Italia continua a essere all’ottavo posto nella classifica mondiale per numero di pubblicazioni scientifiche internazionali – afferma Coen Porisini – Quello che oggi chiediamo a gran voce è di passare dal regime dei famigerati tagli lineari e dei tetti di spesa a una fase in cui sia ridata autonomia decisionale e gestionale ai singoli atenei».

Nella foto:
Nel suo intervento il rettore (nella foto Fkd) ha ricordato l’eccellenza delle università italiane
26 Nov 2013

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