«Così ho ritrovato la corazzata Roma»

Storia – Grazie al robot sottomarino di un ingegnere lomazzese è stato individuato il relitto della nave dopo 69 anni di ricerche
L’emozione di Guido Gay: mi telefonano i parenti delle vittime
«Siamo solo al secondo giorno e ho già ricevuto moltissime telefonate di ringraziamento da parte dei parenti delle vittime del naufragio.

Solo ora mi sto rendendo conto, lentamente, dell’emozione che porta con sé un evento del genere». Parola di Guido Gay, ingegnere elettrotecnico 73enne a capo di un’azienda hi-tech di Lomazzo, Gaymarine srl, che anche per conto della Marina italiana realizza veicoli subacquei ad alta tecnologia, pilotati a distanza attraverso cavi o radio-boe. E con un prototipo ultimo modello, il “Pluto Palla” (vertice di una serie che ha venduto centinaia di esemplari nel mondo), ha coronato un sogno che lo teneva sulle spine fin dal lontano 1979: ritrovare nel Golfo dell’Asinara il relitto della corazzata Roma, uno dei più importanti relitti della Seconda Guerra Mondiale.
La Roma, il nostro “Titanic”, era il vanto della Marina, 44mila tonnellate di stazza, 240 metri di lunghezza, un colosso di acciaio che, al comando dell’ammiraglio Carlo Bergamini, colò a picco colpito da due bombe lanciate da aerei tedeschi a 16 miglia dalla costa il 9 settembre 1943. In quel disastro morirono 1.352 persone e se ne salvarono solo 622. La nave adesso giace a più di mille metri di profondità, e Gay l’ha scoperta il 17 giugno, divulgando poi le foto del relitto giovedì scorso.
«È una tomba del mare, e il pensiero va prima di tutto a quei marinai – dice a bordo del suo catamarano a vela di 21 metri Dedalus, da cui ha coordinato la delicata impresa – Poco prima del ritrovamento avevo intenzione di mollare tutto, ero molto depresso, non sapevo più che direzione prendere. Poi deve essere scattato qualcosa, un lampo. E mi sono deciso a indagare nel punto in cui poi il relitto si è svelato, dopo 69 anni. Quando ho avuto la certezza che fosse la Roma, non ho provato particolare emozione. Tutto era anzi piuttosto freddo, controllato. Dovevo mantenere i nervi saldi. Solo nelle ore successive, mi sono reso conto che l’emozione mi travolgeva».
Il sacrario ritrovato da Pluto, una “palla” di appena 60 chili che può arrivare fino a 4 chilometri di profondità, è lì sotto, in corrispondenza del “canyon di Castelsardo” al centro del Golfo dell’Asinara, come detto a oltre mille metri di profondità.
«Il sito esatto del ritrovamento tuttora non è segnalato da boe, per motivi di sicurezza», dice Gay. Il bollo “top secret” serve anche a evitare che altri cacciatori di relitti possano eventualmente partire con lo sciacallaggio. «Quando l’ho individuato ho immediatamente chiamato i carabinieri, che mi avevano già supportato nel ritrovamento di un altro relitto lo scorso anno (quello del piroscafo Transylvania colato a picco nel 1917 al largo dell’isola di Bergeggi nel Mar Ligure, ndr). Sono saliti a bordo del mio catamarano due ufficiali, che sono tuttora con me, e insieme abbiamo ripetuto le operazioni di individuazione del relitto. Poi i carabinieri hanno immediatamente allertato le autorità della Marina militare».
Si è parlato di “effetto Titanic” per la Roma – sulle cui tracce pare fosse anche il cofondatore di Microsoft Paul Allen – ma la situazione del relitto sardo scoperto dall’ingegnere comasco è peggiore di quella del transatlantico naufragato cent’anni fa. Dice infatti Gay: «Il Titanic è in due parti, la Roma si è spezzata in più punti colando a picco, è letteralmente sparpagliata sul fondale. È una scena apocalittica. È come se fosse esplosa sott’acqua, mentre s’inabissava».
Capitan Gay, ha altri relitti in agenda? «Per ora no, mi lasci gustare questo momento di gloria», dice.
I dettagli della scoperta verranno presentati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alla Maddalena all’inizio della prossima settimana.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
La corazzata Roma in tutta la sua magnificenza alla fonda nel golfo di Cagliari in una foto d’archivio

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.