«Così ho scoperto l’incunabolo del liceo Volta»

altParla lo studente lariano che vuole fare del libro antico una professione
Cresciuto a pane e codici, il marianese Riccardo Crippa, iscritto al secondo anno della Bocconi, è lo studente che ha scoperto il prezioso incunabolo (così si definiscono i libri stampati con i caratteri mobili tra la metà del XV secolo e il 1500) del liceo classico Volta, del 1491, con testi dei latini Tibullo, Catullo e Properzio. Finora se ne conoscevano solo cinque esemplari in biblioteche italiane. Era nella prestigiosa “Sala Benzi”.

«Durante l’ultimo anno di liceo (2012-2013) – spiega Crippa – fui eletto rappresentante d’istituto e sapendo che il professor Ermanno Vita aveva l’intenzione di risistemare l’aula Benzi, ne proposi la ricatalogazione. Colleziono libri da quando avevo 14 anni e sto provando a trasformare questa passione in lavoro. All’epoca riuscii a raccogliere fino a 36 volontari, ci incontravamo una volta la settimana e se non fosse stato per la partenza tardiva del progetto, forse saremmo riusciti a completare una prima schedatura». 

 

«L’anno successivo Vita smise di insegnare al Volta, il preside cambiò e io mi iscrissi all’università. Il progetto entrò in stallo. Da allora però si sono susseguite una serie di aperture al pubblico della Biblioteca liceale e durante una di queste trovai l’incunabolo, che non era fino ad allora stato riconosciuto, forse perché data e stampatore sono al colophon (in fine) e non al frontespizio come si iniziò ad usare dal Cinquecento. Che emozione trovarsi davanti all’edizione degli Elegiaci (Tibullo, Catullo e Properzio) stampata a Venezia nel 1491 da Ottaviano Scoto, tra i primi celebri tipografi veneziani, la cui marca tipografica è stata usata dall’editrice Olschki. Quel libro l’ho collazionato personalmente ed è risultato completo, sono presenti addirittura le due carte bianche spesso mancanti. È a imprenditori come Scoto che dobbiamo la diffusione della cultura umanistica. Chissà quante generazioni di studenti ed ecclesiastici hanno studiato su quel volume. Adesso merita di essere esposto al pubblico».

Nella foto:
Sopra, l’aula Benzi del liceo classico Volta di Como. 

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