«Così possono rinascere le serre di Villa Olmo»

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Progetto di rilancio
Presentato uno studio condotto dalla Fondazione Minoprio per riqualificare l’area

Dopo l’ampio reportage del “Corriere di Como” sulle serre di Villa Olmo, nel quale si evidenziava la lenta agonia di un luogo meraviglioso della città capoluogo, abbandonato al suo destino dalla metà degli anni ’90, cioè da quando Palazzo Cernezzi decise di dare in appalto ai privati la maggior parte dei servizi di manutenzione dei giardini pubblici, per l’ottocentesca struttura arriva finalmente una buona notizia.
Si tratta di uno studio eseguito dalla

Fondazione Minoprio, promosso e sostenuto dalla Camera di Commercio di Como, con un ambizioso obiettivo ben descritto nel titolo: “Serre del Lago di Como, dalla conoscenza del patrimonio esistente, un progetto per la riqualificazione delle serre di Villa Olmo e del loro giardino”.
Il documento offre un’analisi attenta e dettagliata delle strutture, i cui particolari sono stati illustrati ieri dal presidente della Camera di Commercio di Como.
«Sono ben felice – ha detto Paolo De Santis – di poter contribuire a un lavoro che si inquadra in un panorama generale di sostegno e recupero di alcuni luoghi significativi della città. Un progetto che si affianca a quelli già in corso, e che grazie al minuzioso studio della Fondazione Minoprio potrà diventare una buona base di partenza per un recupero funzionale delle serre di Villa Olmo». Un recupero che certamente si rende necessario nell’ottica di portare a termine il percorso del “Chilometro della conoscenza”, che una volta terminato andrà ad unire Villa Olmo a Villa Sucota.
«Certamente – ha aggiunto De Santis – in questo senso le serre sono strategiche, anche se da parte nostra non c’è alcuna forzatura. Si tratta solo di creare un percorso virtuoso e di trovare un modello da seguire. Il 16 giugno ci sarà un “open day” con visite guidate lungo il chilometro. Stiamo lavorando per renderlo percorribile in modo definitivo entro un anno».
«Attualmente – ha proseguito il numero uno dell’ente camerale lariano – esiste ancora un problema di diritto di passo in un terreno di proprietà delle suore Canossiane, una volta risolto questo ostacolo potremo installare il secondo piccolo ponte all’interno del percorso pedonale».
Manuela Strada, referente del progetto per la Fondazione Minoprio, è poi entrata nei dettagli dello studio sulle serre.
«Abbiamo lavorato su due porzioni di uno straordinario patrimonio architettonico e botanico – ha raccontato l’architetto – La prima riguarda gli edifici, l’altra i giardini delle serre di Villa Olmo. La situazione di degrado è sotto gli occhi di tutti e il nostro piano di recupero prevede la costruzione di un futuro a fini didattici e turistici, all’interno di una rivalorizzazione di tutte le serre storiche e produttive lariane».
Daniela Gerosa, assessore all’Urbanistica del Comune di Como, ha espresso il proprio sostegno alle iniziative.
«Innanzitutto voglio ringraziare la Camera di Commercio, grande sponsor del patrimonio culturale della nostra città – ha affermato l’assessore – Per quanto riguarda le serre, la Fondazione Minoprio ha fatto davvero un ottimo lavoro. La situazione di degrado è nota al mio ufficio e lo studio che il Comune ha commissionato al Laboratorio di conservazione complementare del Politecnico rafforzerà quello presentato oggi. Ci aiuterà anche a capire come restituire le serre e quali risorse serviranno con una proposta di riqualificazione strategica e conservativa».
Marcello Iantorno, assessore al Patrimonio, ha confermato la posizione di Palazzo Cernezzi: «Dopo il servizio del “Corriere di Como”, sono tornato a visitare le serre e non c’è dubbio che la situazione è drammatica. Le risorse del Comune sono limitate e ben venga quindi un percorso condiviso tra pubblico e privati. È necessario fare squadra, mettere subito in sicurezza gli edifici delle serre e poi pensare, come ha spiegato la collega Gerosa, al recupero generale di questo meraviglioso luogo. La concessione a un gestore privato con indirizzo specifico potrebbe essere una buona soluzione».
Seppure non in tempi brevi, per le serre di Villa Olmo sembra quindi avvicinarsi la concretezza di un progetto di recupero credibile e condiviso, che possa davvero restituire alla città uno dei suoi angoli più affascinanti dal punto di vista sia architettonico sia paesaggistico. De Santis ha poi voluto sottolineare l’importanza del distretto florovivaistico lariano. «È un settore che va salvaguardato – ha concluso il presidente della Camera di Commercio – per la peculiarità di una produzione che ci vede tra i primi in Italia».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Uno scorcio degli interni delle serre di Villa Olmo. Il degrado delle strutture è evidente

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