«Creiamo un network per i nidi privati di Como»

alt La proposta di via Ballarini

(p.an.) Gli asili nido comunali hanno creato storicamente una falla nelle casse di Palazzo Cernezzi. Il servizio negli ultimi anni ha perso fino a 4,5 milioni di euro in una sola stagione. Un rosso difficile da ripianare anche con i ritocchi delle rette. D’altra parte c’è la necessità di accogliere un numero sempre maggiore di bimbi, visto che nella maggior parte delle coppie comasche con figli piccoli lavorano sia il papà sia la mamma. Da settembre, Palazzo Cernezzi ha già aumentato il numero

di bambini accolti. Tra vecchi iscritti e nuovi, i dieci nidi comunali ospitano 449 bimbi, a fronte dei 413 accolti l’anno scorso.
Il personale e i servizi alla prima infanzia sono stati riorganizzati dal vicesindaco e assessore alle Politiche educative, Silvia Magni in modo di aumentare il numero di bambini accolti e di azzerare la lista d’attesa.
Lista d’attesa azzerata anche per il fiorire dei nidi privati che ora Confcommercio Como vuole costituire all’interno di un network della prima infanzia.
«La rete che si intende creare – spiegano da via Ballarini – sarà il primo esempio sul territorio. Confcommercio Como avrà il compito di supportare le istanze delle strutture, mettere le stesse in comunicazione e dialogare con la pubblica amministrazione».
Del progetto si discuterà domani, giovedì 31 ottobre alle 17.30, durante un incontro con i titolari di asili nido privati e strutture di prima infanzia.
«L’associazione – commenta Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como – con la creazione di questa rete può favorire il dialogo tra gli stessi asili nido e supportarli fortemente in numerosi servizi, dai bandi ai corsi di formazione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, una normativa non sempre agevole. Questa è l’ennesima iniziativa della nostra associazione per supportare le istanze di carattere sociale alle quali siamo sempre molto attenti. Invitiamo dunque i titolari di asili nido a partecipare numerosi perché dal dibattito potranno uscire soluzioni e idee».

Nella foto:
Nidi, le strutture private verso un coordinamento

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