«Dalle primarie il nome del candidato per il riscatto del Pdl»

Verso il voto – Se la segreteria nazionale dà il via libera, domenica 4 marzo si terranno le consultazioni per la designazione dell’aspirante sindaco
Alessio Butti: «La squadra va rinnovata. Il partito ha uomini e donne all’altezza della situazione»
Verso le primarie per il riscatto. Con un nuovo candidato sindaco, il cui nome sarà ufficializzato dall’esito delle consultazioni previste per domenica 4 marzo. È l’obiettivo del Pdl in vista delle elezioni amministrative che si terranno in primavera inoltrata, all’inizio di maggio.
«Entro venerdì della prossima settimana – spiega il senatore Alessio Butti, coordinatore provinciale del Pdl – i candidati che intendessero partecipare alle primarie devono adempiere a quanto previsto dal
regolamento del nostro partito».
Finora è emersa una rosa di quattro nomi tra i possibili papabili del Pdl per la corsa alla poltrona di primo cittadino: Sergio Gaddi, assessore al Bilancio e alla Cultura di Palazzo Cernezzi e padre delle grandi mostre a Villa Olmo, Umberto D’Alessandro, ex assessore comunale ora presidente di Acsm-Agam, Alessandro Colombo, anch’egli con un trascorso nella giunta di Palazzo Cernezzi e oggi presidente di Comodepur, Laura Bordoli, presidente del Collegio dei revisori dei conti della provincia di Como.
Sono tutti e quattro formalmente candidati alle primarie?
«Sì, sulla mia scrivania ci sono oggi tutti questi nomi – conferma Butti – Spero che se ne aggiungano anche altri perché se si fanno le primarie occorre avere una rosa di candidati e candidate disponibili. E servono ovviamente anche regole certe. Noi non possiamo fare come il centrosinistra, lasciando cioè votare gente che non avrebbe avuto il diritto di farlo. Il centrodestra è per il rispetto delle norme e delle regole, quindi alle nostre primarie voteranno solo i cittadini che ne hanno diritto, non i minorenni nè gli immigrati senza regolare permesso di soggiorno».
È confermato il giorno del voto per le primarie?
«Potrebbe essere domenica 4 marzo – afferma il coordinatore del Pdl – Dico potrebbe perché abbiamo attivato questa mattina (ieri, ndr) le necessarie procedure presso il coordinamento nazionale e la segreteria nazionale del partito e quindi attendiamo di essere autorizzati. Chi intende votare dovrà sottoscrivere un documento etico con cui attesterà di riconoscersi nei postulati ideologici e nella cultura del Pdl».
Se sarà confermata la data del 4 marzo per le primarie, lunedì 5 si conoscerà il nome del candidato del Pdl alla guida del capoluogo. Ciò significa solo un paio di mesi di campagna elettorale: non è un tempo un po’ limitato?
«No, non credo – dice il senatore – Riteniamo che due mesi siano sufficienti per contattare i cittadini e per far capire la nostra volontà di azzerare la situazione e di ripartire siano sufficienti».
C’è un candidato più vicino degli altri alla segreteria provinciale del Pdl?
«No, assolutamente no. Il candidato alla carica di sindaco sarà scelto dai cittadini che si recheranno alle postazioni che allestiremo in città».
Lei che preferenza esprimerà?
«Come tutti, esprimerò una preferenza e come per tutti il mio voto resterà segreto».
Il Pdl arriverà alle prossime elezioni amministrative assumendo su di sè l’onere di dieci anni di difficile amministrazione di centrodestra.
«Direi che difficili sono stati gli ultimi 5 anni, perché i primi 5 sono stati positivi».
Affronterete le prossime consultazioni comunali in una logica di riscatto?
«Assolutamente sì. Io credo in una logica di riscatto – spiega Butti – Credo che il Pdl abbia uomini e donne all’altezza della situazione e credo che nelle liste occorrano cambiamenti. Credo inoltre che il programma che abbiamo allestito, confrontandoci con le categorie e con le associazioni, sia un programma di assoluta qualità. Ritengo anche che si debba rinnovare la squadra che ha amministrato la città negli ultimi cinque anni».
Completamente?
«Rinnovare significa rinnovare – precisa il coordinatore provinciale – se completamento o meno lo valuteremo poi. Al momento non abbiamo fatto ancora nessun nome nè dato alcuna indicazione, anche perché evidentemente prima di dare indicazioni per la giunta bisogna vincere le elezioni».
L’ultimo quinquennio amministrativo è tutto da dimenticare?
«Ritengo che l’amministrazione nel suo complesso sia stata fallimentare anche per lo scarsissimo contributo delle opposizioni – dice Butti – A Como non sono esistite, si sono limitate a fare un’opposizione sterile, non propositiva. E in un sistema in cui le opposizioni hanno un grande peso, il risultato finale è scadente».
La legge prevede meno consiglieri nelle assemblee comunali. E a Roma?
«Va ridotto anche il numero dei parlamentari – conclude Butti – È fondamentale diminuire i costi della politica per riavvicinare i cittadini alla politica stessa».

Davide Cantoni

Nella foto:
Alessio Butti, senatore e coordinatore provinciale del Popolo della Libertà

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