«Diamo un nuovo nome al partito. Forza Italia diventi Berlusconi»

altVerso le elezioni europee
La proposta di Sergio Gaddi dopo la sentenza della Cassazione

(m.d.) «Silvio Berlusconi non si può più candidare per la rabbiosa decisione dei giudici? E allora cambiamo nome al partito. Da domani Forza Italia si chiami Berlusconi». È la proposta lanciata da Sergio Gaddi per superare lo stop imposto dalla Cassazione alla candidatura del fondatore del partito azzurro alle prossime elezioni europee, in programma il 25 maggio.

Nei giorni scorsi, infatti, la Suprema Corte ha confermato l’interdizione per due anni dai pubblici uffici per Berlusconi, come pena accessoria della condanna per frode fiscale. Il che significa che il leader di Forza Italia non potrà correre alle consultazioni europee. E l’assenza del suo nome sulle schede elettorali rischia di far perdere al partito azzurro una percentuale di consensi stimata tra il 3 e il 6% a seconda degli analisti.
Non a caso è riemersa, in queste ore, l’ipotesi di candidare alle Europee uno dei figli di Berlusconi – la primogenita Marina, Barbara o Pier Silvio – e non a caso, stando a quanto riportato ieri dal quotidiano di famiglia, “Il Giornale”, «il problema di mantenere il nome di Berlusconi sembra ormai risolto» perché «il 6-7 aprile gli avvocati dell’ex premier presenteranno il logo di Forza Italia con il tricolore in primo piano e la dicitura Berlusconi in calce». Un escamotage con cui, si legge ancora sul “Giornale”, «il leader azzurro potrà anche non essere in lista, ma conserverà il suo “brand” da sempre arma preziosa in chiave elettorale».
E proprio alle pagine del “Giornale” l’ex assessore alla Cultura e attuale consigliere comunale di Forza Italia a Palazzo Cernezzi, Sergio Gaddi, ha affidato la sua proposta, pubblicata ieri a pagina 3 con l’eloquente titolo Il partito cambi nome: si chiami “Berlusconi”.
Ma veniamo alle parole di Gaddi. Dopo la premessa iniziale sulla «rabbiosa decisione dei giudici» e la proposta di «cambiare nome al partito», passando da Forza Italia a Berlusconi, il consigliere lariano spiega il suo obiettivo.
«Superiamo la questione del nome del candidato nel simbolo e facciamo in modo che il nome del “non candidabile” diventi “il” simbolo stesso del partito – scrive Gaddi sul “Giornale” – Tanto è solo un fatto di forma, perché nessuna legge potrà mai strappargli il diritto di guidare Forza Italia oppure di fare politica e men che meno potrà intaccare la sua leadership naturale».
Secondo l’ex assessore alla Cultura del Comune di Como, «all’ennesimo assalto delle Procure che vorrebbero cancellarne anche l’identità, si risponda trasformando quello stesso nome, così odiato a sinistra, in una sorta di “marchio registrato” così amato nel resto del Paese». Il nome di Berlusconi è insomma un brand da non perdere e, soprattutto, da valorizzare per massimizzare il risultato elettorale in vista delle consultazioni per il Parlamento Europeo che si terranno a maggio.
Nessun dubbio, poi, sul fatto che Silvio Berlusconi sia non soltanto l’anima ma anche l’essenza stessa del partito azzurro. Scrive infatti Gaddi che «la vera bandiera che anima il simbolo di Forza Italia più che il Tricolore è Berlusconi in persona».
E aggiunge: «Quale giudice o quale legge potrebbe impedire che il partito si chiami Berlusconi? Forse perché è condannato e non può candidarsi? E allora? Un condannato perde forse il diritto all’utilizzo del proprio nome?».
Domande ovviamente retoriche per il consigliere comunale azzurro, uno dei fedelissimi di Berlusconi in riva al Lario. Lo stesso Gaddi non manca di rimarcarlo nel suo intervento sul “Giornale”.
«Per noi questo nome (Berlusconi, ndr) è motivo di vanto e di orgoglio e ci piace a tal punto che lo vogliamo anche come simbolo del partito. È un problema per qualcuno? Per la sinistra rosicona forse. Ma, per milioni di italiani, Silvio Berlusconi è la vittima dell’ingiustizia politico-giudiziaria» e di una «vergognosa campagna di odio e di persecuzione».
«Oggi – aggiunge Gaddi – viviamo il paradosso crudele tra una parte della magistratura che da vent’anni lo vuole umiliato in croce e milioni di italiani che invece la croce continuano a metterla sul simbolo di Forza Italia».
Infine, un omaggio alla lungimiranza del leader. «Anche questa volta il tema del nome è stato anticipato dall’ennesima intuizione dello stesso Berlusconi – conclude Gaddi – Non è un mistero per nessuno, infatti, la particolare passione e attenzione che sta mettendo nel progetto dei Club. E come si chiamano? Forza Silvio. Appunto».

Nella foto:
Scambio di sorrisi tra Sergio Gaddi e Silvio Berlusconi.

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