«Dopo un anno nulla è cambiato, speravamo almeno in qualche ruspa»

Commosso e amareggiato il primo cittadino: «È una fitta al cuore»
Il fango e i detriti non ci sono più, ma i segni sono ancora ben visibili. Come se, a Brienno, il tempo non fosse mai passato. Poco è cambiato dal 7 luglio 2011, quando una terribile alluvione ha colpito il centro storico del paese portando con sé paura e distruzione. Un triste anniversario, reso ancora più doloroso dal fatto che nulla è stato fatto in questi mesi.
Le case squarciate sono ancora lì, il ponte romanico non c’è più e le porte delle abitazioni più a valle, quelle vicino
al lago, portano ancora i segni della devastazione.
«A distanza di un anno, vedere che nulla è cambiato fa male. È una fitta al cuore». Lo dice con la commozione negli occhi il sindaco di Brienno, Patrizia Nava, a pochi giorni da questa triste ricorrenza.
«I fondi ci sono e gli interventi inizieranno a settembre; l’amministrazione provinciale sta provvedendo all’appalto per la ricostruzione dei manufatti pubblici – aggiunge – ma la nostra speranza era di vedere qualche ruspa in azione già a maggio. Un po’ di movimento avrebbe reso diversa questa giornata, soprattutto per gli abitanti che quotidianamente hanno davanti queste immagini».
Mezzi in funzione però non ce ne sono, operai all’opera nemmeno e, a dodici mesi di distanza, l’impatto di fronte ai segni di quell’alluvione è ancora devastante. Nella mente scorrono le immagini dei giorni successivi al disastro, quando vigili del fuoco, Protezione civile, ma anche volontari e cittadini, tutti uniti instancabilmente si adoperavano per tornare al più presto alla normalità. Ma la normalità ancora non c’è: gli interventi verranno fatti, ma nulla potrà cancellare quel triste ricordo.
«Tra i primi lavori – spiega la Nava – la messa in sicurezza della montagna, con il posizionamento delle briglie filtranti per bloccare i detriti. Dove possibile verrà costruita una strada per rendere più semplice la pulizia delle barriere paramassi. Questo è un aspetto importante, anche per far sentire più sicura la gente che vive in queste zone. Gli interventi però sono tanti, dalla ricostruzione dei ponti e delle scalinate demolite agli impianti».
Il primo cittadino non nasconde la speranza di vedere al più presto la ricostruzione del simbolo del paese, quel ponte romanico lungo la via Canova che, nel tardo pomeriggio di quel terribile giovedì, venne spazzato via dalla frana.
«È sempre stato un punto strategico per Brienno – ricorda – era il collegamento pedonale delle zone a monte, ma anche il simbolo del paese».
Patrizia Nava ha scelto di organizzare un momento di incontro in occasione di questo triste anniversario, una manifestazione in piazza della Chiesa «per togliere il grigiore che si è abbattuto sul paese».
Previsto l’intervento di rappresentanti dei vigili del fuoco e della protezione civile, intrattenimento per bambini e un concerto. Prevista anche un’asta benefica di litografie “pro Brienno”.

Francesca Guido

Nella foto:
I segni del disastro ancora evidenti in paese (fotoservizio Mattia Vacca)

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