Sport

«Dovevamo gestire meglio il vantaggio di 2-0»

I commenti finali di tecnico e giocatori
Trinchieri, Leunen e Markoishvili non cercano scuse: «Nessun alibi»
La botta è stata forte, tanto forte che nello spogliatoio della Bennet la voglia di parlare è ridotta ai minimi termini all’indomani dell’eliminazione subìta per mano della Scavolini Pesaro.
Chi non si tira mai indietro, primo a metterci faccia e parole, è coach Andrea Trinchieri: «Siamo arrivati sulle ginocchia, abbiamo fatto tutto il possibile ma a volte le cose non vanno come si spera – dice il coach – Volevamo che finisse in modo diverso questa annata ricca di emozioni. Sono desolato e dispiaciuto
per la società e i nostri tifosi; ma tutti, dai giocatori allo staff, hanno dato il massimo».
Delusione, amarezza e anche incredulità da parte dei giocatori biancoblù, a cominciare da Maarten Leunen, uno degli ultimi ad arrendersi. «Sono sincero – dice l’americano – Mi è difficile trovare le parole per spiegare cosa provo e cosa sia successo, quasi non ci credo ancora. Abbiamo giocato benissimo nelle prime due gare, poi però Pesaro si è dimostrata un’avversaria molto forte».
Rotazioni limitate e gare ravvicinate possono aver penalizzato la Bennet, visto che la squadra è arrivata ai playoff con l’organico incompleto? «Le assenze di alcuni atleti importanti si sono fatte sentire, visto che alla fine abbiamo giocato sempre in sette-otto giocatori. Penso però che non dobbiamo parlare di stanchezza come fattore decisivo»
«Durante la stagione – aggiunge Leunen – ci siamo abituati a giocare tante partite ravvicinate ad alto livello tra Eurolega, Coppa Italia e campionato, quindi per me la stanchezza ha influito ma non è stata determinante. Alla fine abbiamo perso gara 5, perché Pesaro ha giocato meglio di noi; ma ancora non ci credo».
Chi proprio non si dà pace per aver perso l’occasione di giocare la terza semifinale-scudetto di fila è Manuchar Markoishvili, tra i migliori nei playoff come in tutta l’annata biancoblù. «Complimenti a Pesaro, che merita grande rispetto e i migliori auguri per la semifinale ma noi dovevamo gestire meglio la serie. Non dovevamo arrivare alla quinta partita, ma provare a chiudere i conti prima già alla terza. Invece abbiamo dato la possibilità alla Scavolini di riaprire i giochi, ma soprattutto di chiuderli in casa nostra».
«Questo proprio non mi va giù – afferma ancora il georgiano – non possiamo perdere la qualificazione sul nostro campo. Potevamo fare meglio».
“Manu” è uno che parla come gioca: sempre con il cuore in mano. «Non voglio parlare di stanchezza o organico ridotto. Non cerchiamo alibi o scuse perché tutto questo fa parte del gioco. Ovviamente le assenze di Micov e Shermadini per i nostri equilibri sono state pesanti ma, ripeto, gli infortuni capitano a tutti nell’arco di una stagione. Dovevamo essere più bravi a gestire la serie, peccato perché è difficile accettare questa eliminazione».
Per quello che si è visto sul campo, la Bennet avrebbe meritato la semifinale, alla luce di un’annata ricca di risultati importanti in Italia e in Eurolega che ha toccato l’apice con la vittoria contro i futuri campioni dell’Olympiakos. «Probabilmente non meritavamo di uscire ma è quello che ha detto il campo, anche se è difficile da accettare» conclude Manuchar.

Andrea Piccinelli

Nella foto:
Manuchar Markoishvili è stato uno tra i giocatori di più alto rendimento in questa stagione
29 Maggio 2012

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