«Dovremo pagare le tasse sui contributi di solidarietà»

Il risvolto paradossale
I falegnami Ortelli: «Incredibile: costretti a ridare allo Stato la metà dei soldi»
«Non soltanto lo Stato non ha riconosciuto neppure un euro di risarcimento. Ora pretendono pure che paghiamo le tasse sul denaro che ci è stato messo a disposizione dal Comitato spontaneo nato per finanziare la ricostruzione. Soldi raccolti grazie alla generosità di tante brave persone. È veramente una presa in giro».
Dopo il danno, ecco arrivare anche la proverbiale beffa. Gianluca Ortelli e il padre Armando sono i titolari della falegnameria di Brienno completamente distrutta

da uno dei fronti delle frane che il 7 luglio scorso investirono il paese. A oltre due mesi di distanza, non hanno ancora potuto riprendere il lavoro. Hanno subìto danni per oltre 200mila euro e, senza il riconoscimento dello stato di calamità non riceveranno neppure un euro di risarcimento. Nei giorni scorsi, il Comitato nato per raccogliere fondi per la ricostruzione ha deciso i primi stanziamenti per le persone che hanno subito i maggiori danni. Nell’elenco compaiono naturalmente anche gli Ortelli.
«Ci hanno riconosciuto un primo aiuto di 6mila euro – spiega Gianluca – Certo, rispetto ai danni che abbiamo patito è una piccolissima parte, ma per noi è comunque importante, visto che al momento le speranze di ricevere un aiuto dagli enti pubblici sono quasi nulle. È un intervento che apprezziamo molto». Peccato per il rovescio della medaglia. «Il commercialista ci ha spiegato che questa entrata sarà tassata – dice Gianluca Ortelli – È incredibile, riceviamo un aiuto frutto della generosità delle persone comuni e scopriamo che lo Stato ce ne chiederà indietro quasi la metà. Mi sembra davvero un’ingiustizia assurda. Già è fastidioso che non ci venga riconosciuto lo stato di calamità naturale, ma che lo Stato pretenda addirittura di guadagnare sulla beneficenza è davvero troppo. Non sappiamo più cosa pensare».
In questi 2 mesi, Armando e Gianluca hanno lavorato senza sosta per ripristinare la falegnameria. «Il magazzino era irrecuperabile e lo abbiamo demolito – spiega Gianluca – Nel laboratorio invece abbiamo rifatto i muri esterni. All’interno però non possiamo ancora lavorare. I macchinari erano completamenti coperti di fango e alcuni ancora non funzionano. Abbiamo smontato i motori e stiamo cercando di ripristinare il tutto, ma ci vorrà ancora del tempo».
«Speriamo entro due mesi al massimo di poter riprendere l’attività – conclude Ortelli – Purtroppo non è facile. Non abbiamo voluto arrenderci, ma senza aiuti l’impresa è davvero ardua. Ci auguravamo di poter avere almeno un finanziamento a tasso zero o, comunque, un aiuto pubblico di qualche tipo. Purtroppo, invece, non ci hanno riconosciuto nulla e ormai abbiamo abbandonato le speranze. Le notizie non sono incoraggianti e non si capisce perché, visto che i danni che abbiamo subito sono più che evidenti».

Anna Campaniello

Nella foto:
Gianluca Ortelli, di professione falegname (foto Mv)

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