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Le agenzie confermano: «Si viaggia molto meno»

(g.a.) I dati sui consumi di acqua, gas ed energia evidenziano come molti comaschi abbiano trascorso le ferie in città.Un agosto tra le mura per ragioni spesso riconducibili alla crisi economica generale che ha imposto (e continua a imporre) enormi sacrifici per arrivare alla fine del mese.Il dato è confermato anche da chi normalmente si occupa delle vacanze dei comaschi. Paolo Perazzoli, titolare della Viaggi Plinio di Como, ha calcolato un «calo del 30% delle partenze all’inizio

dell’estate. In realtà, c’è stata una ripresa delle prenotazioni per settembre, ma è allarmante la “scomparsa” delle famiglie che non vengono più in agenzia per pianificare le ferie».Tesi sostenuta anche da Alberto Caldara, dell’agenzia Le Marmotte viaggiano con te, il quale registra un calo delle partenze «delle persone che appartengono alla fascia media della popolazione. Abbiamo lavorato meno nel mese di luglio, mentre fino a giugno l’andamento delle prenotazioni è stato costante».Chi invece ha registrato un calo, seppur ridotto, dei clienti nel 2013 è Giorgio Mazzola, tour operator di Arianna Viaggi, che ha calcolato una perdita del 2% di turisti in partenza, anche se il mercato vacanze rappresenta soltanto una fetta, circa il 17%, del core business della sua azienda, specializzata soprattutto in viaggi di gruppo e d’affari. Per Franca Nives Scavino, da anni alla guida di Viaggi Ronchi, chi non è partito non l’ha fatto per mancanza di denaro ma perché «non ha fatto in tempo a prenotare le offerte last minute o non ha trovato proposte che garantissero la gratuità ai figli più piccoli».L’agenzia ha registrato un calo delle partenze soprattutto in giugno e in luglio: «Dall’anno scorso – dice Scavino – i livelli della clientela sono notevolmente diminuiti. Agosto è stato abbastanza positivo, anche se i grandi assenti sono soprattutto gli stranieri, che giungono con viaggi ed escursioni già organizzati dall’estero».Un altro motivo per il quale i comaschi non si sono presentati all’imbarco degli aeroporti è riconducibile alla situazione di crisi in Medio Oriente e soprattutto in Egitto, Paese che con la Tunisia rappresentava la meta privilegiata per trascorrere una bella vacanza a prezzi contenuti. Le prenotazioni per il Mar Rosso sono state effettuate fino ai mesi precedenti lo scoppio delle rivolte anti-Morsi e da maggio sono notevolmente calate, fino a interrompersi del tutto quando la Farnesina ha sconsigliato agli italiani di mettersi in viaggio verso Il Cairo.I comaschi sembrano aver riscoperto l’Italia e le sue isole, come Lampedusa, grazie ai prezzi concorrenziali e al miglioramento dei servizi delle strutture alberghiere.

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