Le Ballate di Capossela in Canton Ticino: a Bellinzona il cantautore apre “Castle on Air”

Vinicio Capossela

Per quanto i detrattori più feroci abbiano cercato di sminuire la sua opera configurandola in un ambiente creato a immagine e somiglianza di Tom Waits, sarebbe certamente un delitto non avere l’onestà intellettuale di andare oltre questo pensiero.
Se è vero che lo stesso Vinicio Capossela (nella foto) non ha mai nascosto il suo amore per l’immenso artista di Pomona – tanto da arrivare a dire nel 2008 che «aver assistito al concerto di Tom Waits al Club Tenco nel 1986, a vent’anni, mi cambiò la vita. Senza quella sera non so cosa mi sarebbe successo» – è altrettanto vero che nel tempo la sua musica è diventata davvero sua e solo sua. Quel vizio tutto italico di rimanere in superficie, relegando le buone radici nel campo dei frutti cattivi, dimostra che fermarsi all’apparenza produce solo il deserto. Il campo in cui Capossela ha coltivato la sua musica è invece florido e non certo dedito alla monocoltura. Le sue canzoni non sono meno indispensabili di quelle di De André o De Gregori, che debbono a Brassens, Cohen e Dylan, tanto quanto Capossela deve a Waits. Avere buoni maestri da cui partire non è un segreto da tenere nascosto: chi si limita a copiare ha vita breve, quella di Vinicio è invece lunga come un’ombra in un’alba di sole. Lo dimostra il suo recente Ballate per uomini e bestie, che giovedì 25 luglio porta Capossela ad aprire l’atteso “Castle on Air” a Bellinzona. Un disco complesso, un disco con più facce, un disco di Vinicio.

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