Le colpe del virus e le nostre

opinioni e commenti di adria bartolich

di Adria Bartolich

Assistiamo con  un certo  sconcerto allo sviluppo della situazione relativa alla diffusione, seppur limitata e parziale, del coronavirus  in alcune regioni , tra cui la nostra.  Con informazioni oscillanti tra i due poli: coronavirus pericolosissimo o meno pericoloso di un’influenza.  Giusto per essere obiettivi, se un virus può provocare la morte di una persona proprio innocuo non è, anche se  il soggetto in questione era già indebolito e immunodepresso da altre cause. La situazione non va sottovalutata ma nemmeno drammatizzata:  se ci sono focolai d’infezione occorre immediatamente isolarli per impedire che si espandano. Stare a  casa il più possibile è un imperativo , perché la distanza diminuisce le possibilità di contagio.

Trasformare una settimana di cautela  in una sorta di coprifuoco è un’idiozia. Così come lo sono tutte le polemiche sulle misure  preventive adottate che sono praticamente partite  immediatamente, blocco dei voli, controlli, soprattutto  dopo il ricovero, avvenuto il 29 gennaio scorso, di due turisti cinesi allo Spallanzani.

Immediatamente sono pervenute alle scuole sia le circolari del Ministero della Salute che  dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia sulle misure da adottare. Sono state fatte le verifiche sugli spostamenti sia degli studenti  provenienti dalla Cina che dei  rispettivi famigliari.  Non in quanto etnia a rischio  bensì  come possibilità di provenire da un’area  a rischio.

Infatti l’unico caso di contagio che riguardi uno studente è stato quello di un ragazzo  di Sondrio che studia in provincia di Lodi, zona nella quale si è verificato il picco d’infezioni. Segno che le misure preventive, nelle scuole,  hanno funzionato.

Com’è ovvio, gestire un virus sconosciuto non è cosa semplice. Occorre trovare  un farmaco in grado di contrastarlo e capire anche come si muove e le sue caratteristiche.  In altre parole finché non si trova la cura bisogna  evitare i contatti che possono provocare  ulteriori infezioni  e avere il tempo di trovare il vaccino.

I peggiori nemici per arginare una possibile epidemia sono l’isterismo e la paura, ma anche le strumentalizzazioni di cui hanno dato prova, in alcuni casi, sia la stampa che la politica, con un po’ di incoscienza.

In un mondo interdipendente ogni blocco di flusso manda in crisi pezzi del sistema e crea altri blocchi altrove.

Alzare il livello dei decibel, per questioni  di politica interna, sull’inadeguatezza dei mezzi  adottati, rischia di  fare perdere ogni fiducia sulle nostre capacità di arginare il virus e di isolarci come Paese, e non per colpa del virus. Per colpa nostra.

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