Le creazioni di Luzzati in mostra fino al 5 gennaio

Via Vitani 14, nel cuore dell’antico quartiere della Cortesella a Como, è luogo d’arte di elezione, meta preferita dal turismo internazionale, dove hanno sede gallerie come la Mag di Salvatore Marsiglione (che di recente ha ospitato una mostra sui manga giapponesi) e la Lopez dedicata alla moda vintage d’autore. Fin quasi all’Epifania è animata dalla fantasmagoria cromatica, autentico inno all’arte e alla libertà, di quel genio italiano che risponde al nome di Lele Luzzati.
Nel decennale della scomparsa del maestro, le sue creazioni su misura per il singspiel del 1791 Il Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, insieme con altri bozzetti, collage e grafica da opere liriche famose, nonché commedie e fiabe, scandiscono un inedito percorso espositivo all’interno della rinata libreria Plinio il Vecchio, tornata a essere luogo di cultura dopo la chiusura dello scorso anno grazie a mecenati imprenditori.
La mostra è un incantevole viaggio nel magico mondo mozartiano con le sue simbologie massoniche e le sue arie celebri fiabescamente interpretato da Luzzati. Che si muove con originalità fra Marc Chagall, la tradizione dei tarocchi antichi, il teatro d’ombre di ascendenza orientale e le suggestioni pittoriche europee di surrealisti ed astrattisti.
A grande richiesta la mostra è stata prorogata fino al 5 gennaio prossimo. Orari: da martedì a venerdì 10-13 e 14.30-19, sabato e domenica 10-19.30. Info al numero 031.27.16.12 e sulla pagina Facebook della libreria stessa. Ingresso libero.

IL MAESTRO
Emanuele Luzzati (1921-2007) a sei anni sognava di fare il cuoco o il pittore. Gli piaceva disegnare e passava anche tutto il giorno a colorare i suoi schizzi. Dei libri guardava più che altro le illustrazioni. Ma prima di poterne realizzare lui stesso dovette diventare famoso con le scenografie per il teatro (oltre 500). Tra i suoi cartoni animati più celebri quelli per il film L’armata Brancaleone di Mario Monicelli e per il film Il flauto magico nel 1978 con i Berliner Philarmoniker diretti da Karl Böhm.

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