Le deleghe di Galli verso lo “spacchettamento”. Locatelli: «Fare l’assessore non è per tutti»

Marco Galli

Si va verso lo “spacchettamento” delle deleghe dell’ex assessore Marco Galli tra tensioni, dissidi, incomprensioni e fratture interne. Un’aria pesante, quella che si respirava anche ieri in Municipio. A pochi mesi dalla fine del mandato, la maggioranza perde ancora pezzi. L’uscita di scena, annunciata a sorpresa durante l’ultimo consiglio comunale, dell’assessore al Verde e allo Sport, Marco Galli, ha segnato il sesto addio da parte di un componente della giunta Landriscina.
A breve sarà convocato dal sindaco di Como, Mario Landriscina, il vertice di maggioranza per fare il punto sulle dimissioni. Addio non senza polemica, del “civico” Galli, espressione della lista Insieme per Landriscina. Da capire anche quali siano le mosse politiche future in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno. Influirà la partenza sul destino del sindaco che pare pronto a correre per il bis, sostenuto dal centrodestra? Forza Italia, Fratelli d’Italia e parte della Lega non sembrano infatti così convinti del “Landriscina 2”.
L’addio di Galli, che non ha risparmiato bordate a colleghi, dirigenti comunali e allo stesso sindaco, potrebbe addirittura aver scavato la fossa al secondo mandato del medico.
C’è poi la questione che riguarda la riassegnazione delle deleghe appartenute a Galli: Ambiente e Sport. Si andrebbe verso lo spacchettamento delle competenze, che sarebbero divise tra i diversi assessori delle giunta. Nessun partito alleato, a meno di un anno dalle amministrative, vorrebbe infatti avere tra le mani deleghe con problemi irrisolvibili entro la fine del mandato.
Sul fronte delle reazioni politiche, il polverone non si placa. La risposta più dura a Galli arriva da Alessandra Locatelli, leghista, attuale assessore regionale alla Famiglia, già ministro del primo governo Conte, parlamentare e assessore a Como nella giunta Landriscina.
«Ha detto che aveva esaurito tutte le energie – commenta – probabilmente quello dell’assessore non è un lavoro che fa per tutti. Serve gente resistente, perché fare l’assessore vuol dire essere messi alla prova continuamente, lavorare duro. Umanamente posso capire che qualcuno scelga un’altra strada. Poi bisogna vedere quale strada sia. Parliamo di un lavoro molto pesante – ribadisce – che altre persone stanno continuando a fare con passione e perseguendo degli obiettivi, senza nascondersi dietro gli altri. Non si tratta di una vita facile. Anche il rapporto con l’opinione pubblica può logorare. Ripeto, c’è chi va avanti comunque per la sua strada e chi no. Ognuno è libero di scegliere», conclude.
Voci si levano anche dal gruppo misto, con la capogruppo Ada Mantovani e la consigliera Pierangela Torresani.
«Il malessere dell’ormai ex assessore Galli aleggiava da tempo, diciamo che la sua uscita all’indomani di una possibile ricandidatura di Landriscina ha un ulteriore significato – commentano – denota cioè che non solo i cittadini, ma anche i suoi più fidati uomini di giunta e nel caso di specie, addirittura di lista, vedono di malocchio la ricandidatura e si smarcano. Del resto, se la politica facesse i conti con i “non” risultati ottenuti e con il sentire della cittadinanza non si azzarderebbe a ripresentare Landriscina».

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